Il tema della leadership del centrosinistra, ossia di chi correrà come candidato premier di una coalizione alternativa al centrodestra alle prossime elezioni politiche, è rispuntato. Va detto che è l’argomento principe delle riflessioni che, da mesi, si fanno a tutti i livelli tra i dirigenti del cosiddetto campo largo, rivelando posizioni inaspettate.

Molti sostenitori della prima ora di Elly Schlein (si dice perfino Dario Franceschini) pensano che non sarebbe adatta come candidato premier. Bravissima come segretaria, ma non per Palazzo Chigi. Fatto sta che il tema è tornato ieri con forza in una intervista a La Stampa di Ernesto Maria Ruffini, ex direttore dell’Agenzia delle Entrate e ora leader dell’associazione Più Uno, che guarda al mondo cattolico ed ex ulivista: «Penso», ha detto, «che sarebbe utile fissare al più presto primarie di coalizione per individuare chi sfiderà la leader del centrodestra alle Politiche».

ROMANO PRODI SOTTERRA LA SCHLEN: "ESISTERE, BASTEREBBE QUESTO"

Romano Prodi è un fiume in piena. E non si trattiene neppure sul centrosinistra. L'occasione? L'evoluzion...

Così com'è, ha detto, confermando quanto detto a Romano Prodi, «l’opposizione è inesistente» e non basta «vincere», bisogna anche «saper governare». Parole, quelle di Ruffini, che hanno imposto due questioni: non basta vincere, bisogna avere una visione per dopo; il candidato premier del centrosinistra non è un dato assodato, va scelto. Due questioni che, in realtà, sono legate. Proprio perché «non basta vincere», ma «serve», saper «governare», in tanti, nel Pd e non solo, pensano che Elly Schlein non sia il candidato premier più adatto. Lo pensa Romano Prodi, sponsor di Ruffini. Ma anche tra i dem questo giudizio è abbastanza diffuso.