di Pietro Senaldisabato 30 maggio 20264' di letturaGli immigrati extracomunitari allo Stato costano più di quello che rendono. È la tesi sostenuta da sempre dal professor Alberto Brambilla, presidente del Centro Studi e Ricerche e più volte consulente di governo sui temi del Welfare e del Lavoro. Posto che calcolare esattamente il rapporto costi/benefici, viste le varie voci di spesa del bilancio pubblico per i cittadini, è impresa impossibile, si può dire che il ragionamento si basa su due caposaldi. Il primo è che gli immigrati in Italia fanno prevalentemente lavori a basso reddito, quindi mediamente un immigrato guadagna meno di un italiano, quindi contribuisce meno al gettito fiscale e ai consumi. Il secondo è che gli immigrati costano di più in termini di welfare, assistenza, sicurezza, giustizia, accoglienza, mentre è un’illusione il fatto che ci costino meno a livello previdenziale: primo perché il loro trattamento è proporzionale ai contributi, come per gli italiani, secondo perché, in rapporto alla popolazione, spendiamo in assistenza più per loro che per noi.Meloni: "Sull'immigrazione c'è stato un cambio di passo". Poi la premier smonta la sinistra con una fraseIn un’intervista a Mattino Cinque, la premier Giorgia Meloni ha difeso l’azione del governo su economia, ene...Ecco alcuni punti a suffragio della tesi.
Immigrati, costano all'Italia più di quanto producono: i veri dati | Libero Quotidiano.it
Gli immigrati extracomunitari allo Stato costano più di quello che rendono. È la tesi sostenuta da sempre dal professor Alberto Bram...








