La vita di Renate Reinsve, 38 anni, al cinema ora con l’horror Backrooms, potrebbe essere la trama di un film. Una vera sliding door che ha cambiato completamente il corso della sua storia. L’attrice, Palma d’oro al Festival di Cannes 2026 grazie al film Fjord e una candidatura all’Oscar 2026 per la sua interpretazione in Sentimental Value, una sera di cinque anni fa aveva deciso di abbandonare la recitazione e darsi alla falegnameria. «Era il mio piano B», ha raccontato a Seth Meyers, «che non è proprio la stessa cosa di recitare». Esattamente il giorno dopo, però, il regista Joachim Trier la chiama per un ruolo da protagonista nel film La persona peggiore del mondo. Lei accetta, e da lì cambia tutto.

Renate Reinsve, chi è l’attrice di Backrooms, i film, la vita privata

Quando nel 2021 La persona peggiore del mondo venne presentato in concorso al Festival di Cannes, fuori dalla Norvegia, suo paese d’origine, quasi nessuno conosceva il suo nome. Joachim Trier, che l’aveva già diretta dieci anni prima in Oslo, 31. august (assegnandole peraltro solo una battuta), le affidò il ruolo di Julie: una donna irrequieta, brillante, indecisa, incapace di aderire ai modelli sentimentali e professionali della sua generazione. Più tardi, il regista ammise di aver scritto quel personaggio proprio su di lei.