Così l’attrice norvegese candidata per l’Oscar grazie alla sua interpretazione in Sentimental Value, si è raccontata alla vigilia della cerimonia

di Liana Messina

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Squadra vincente non si cambia. Del resto tra Renate Reinsve e il regista Joachim Trier si era costruito un feeling speciale, che ora è cementato dalle 9 candidature agli Oscar ricevute da Sentimental Value. Più vincente di così. Eppure nel primo film insieme, Oslo, August 31st, Renate – giovanissima – aveva una sola battuta, sufficiente per convincere il regista ad affidarle il ruolo di protagonista ne La persona peggiore del mondo (2021), titolo con cui l’attrice norvegese si è guadagnata l’ingresso nel gotha del cinema internazionale e la palma d’oro a Cannes come migliore attrice.

Quattro anni dopo, Sentimental Value segna la loro reunion. Un progetto scritto da Trier insieme al fidato co-sceneggiatore Eskil Vogt che esplora temi più maturi rispetto al precedente e per cui il regista ha fin dall’inizio pensato a Renate per modellare il personaggio femminile. Sentimental Value narra una storia che racconta da una parte la famiglia, dove a volte si nascondono drammi e segreti, dall’altra la forza della sensibilità artistica nel riavvicinare e riconciliare le persone. Grand Prix della Giuria al Festival di Cannes sei riconoscimenti all’European Film Awards (tra cui quello per la migliore interpretazione femminile) e ora 9 nomination agli Academy Awards. Tra cui la candidatura come migliore protagonista per l’attrice norvegese, classe 1987.