È un’Italia al femminile quella che vince agli European Film Awards, gli Oscar europei. Dominata come previsto da Sentimental value, sul complicato rapporto padre-figlie del norvegese Joachim Trier, premiato per film, regia e sceneggiatura, gli attori Stellan Skarsgård e Renate Reinsve, sul palco inneggiano all’arte libera: «Ogni volta che è sotto minaccia vedo oggi molti colleghi […] dire insieme a me e a tanti altri: proteggiamo questa possibilità di libera espressione, di arte libera, in un tempo in cui la polarizzazione gioca un ruolo enorme».

«Sono della generazione dell’89. Avevo quindici anni quando il Muro è caduto […] ed ero molto spaventato: sono cresciuto in una famiglia politicamente di sinistra, avevo una grande paura della guerra nucleare». Ma quel momento, qui a Berlino, «così profondamente unificante nella storia», riporta al punto centrale: non costruire confini, ricordare che «l’altro non è il nostro nemico» e che l’arte può creare empatia. «Possiamo ridere e piangere al cinema. Per questo è un appello a tenere vivo il cinema, il luogo in cui molti di noi hanno imparato cosa significa essere umani».

(afp)

A Greta Scarano e Matilda De Angelis va lo Young Audience Award: «Questo premio arriva dal futuro. I ragazzi mi regalano la speranza in un mondo meno disumano, senza genocidi come quello a Gaza». Già annunciato il premio al “contributo al cinema mondiale” ad Alice Rohrwacher: «A 40 anni e già una tale forza di cui l’Europa può andare fiera», dice il direttore Efa Matthijs Vouter Knol. La regista dedica il premio al «mio amore, mia sorella Alba», e aggiunge: «Ora si parla di Europa per economia, riarmo, guerra, ma il valore è l’unione». Annuncia un film muto, «omaggio alle origini d’Europa», ma vicino alla generazione TikTok.