Ad Alice Rohrwacher, regista di film acclamati dalla critica (anche estera) come 'Le meraviglie', 'Lazzaro felice' e 'La chimera', non mancano l'entusiasmo e la voglia di sperimentare.

Premiata a soli 44 anni agli European Film Awards a Berlino con l'European Achievement in World Cinema, si è raccontata in un incontro stampa, insieme al produttore Carlo Cresto-Dina, spaziando tra il passato e un futuro che per lei ha oggi il sapore di un film muto.

"Quando mi hanno annunciato il premio ho pensato subito che forse si erano sbagliati sulla mia età... poi, riflettendoci, ricevere un premio del genere ti fa guardare avanti e anche indietro, chiedendoti se nel percorso che hai fatto finora c'è una forma, una continuità, un senso", ha sottolineato la cineasta. Esiste il cinema europeo? "Certo che esiste, l'importante è che non diventi solo uno stereotipo. La cosa più bella per me del cinema europeo è proprio l'idea che questi film sono fatti nella collaborazione, nell'incontro di più paesi, di più lingue e che c'è comunque un territorio comune all'interno dell'Europa". Nel suo futuro c'è un film muto: "Per me è il desiderio di interrogarmi sulle radici del cinema, sulla sua forma primaria che è stata appunto quella del cinema muto. E questo non tanto come recupero del passato, ma come un'altra possibilità narrativa. Penso comunque al solo cinema muto europeo, avendo come riferimento registi come Murnau. Un cinema - ha detto ancora Alice Rohrwacher - che cento anni fa, negli anni Venti, era libero di sperimentare e non aveva paura di osare e che a me sembra molto contemporaneo. Così quando mi capita di vedere questi film muti, non mi sembrano affatto opere del passato. Dal punto di vista della creatività non parlerei così di tornare indietro, ma di andare avanti. La domanda è: quel tipo di cinema è davvero il passato o era un'altra direzione, un'altra cosa? Sarà un film di sottrazione, ovviamente in bianco e nero ma con tanta musica".