La prossima edizione degli Oscar si profila sempre più globale: alla vigilia dell'annuncio delle candidature giovedì prossimo, e mentre a Berlino agli European Film Awards trionfa Sentimental Value del norvegese Joachim Trier, potrebbero essere tre - un record di sempre - le produzioni non in lingua inglese in gara nella categoria più ambita, miglior film.
Entreranno in corsa dieci titoli.
Negli ultimi due anni erano entrati nella top ten Anatomia di Una Caduta e La Zona di Interesse nel 2024 mentre, l'anno scorso, era stata la volta di Emilia Pérez e I'm Still Here. Stavolta Un Semplice Incidente dell'iraniano Jafar Panahi candidato dalla Francia e Palma d'Oro a Cannes, L'Agente Segreto del Brasile e il norvegese Sentimental Value sono i papabili del 2026 grazie a un'Academy sempre più internazionale (il 24% degli elettori vive oggi fuori dagli Usa) che manda un forte segnale politico: mentre c'è chi vorrebbe un'America più isolata dal resto del mondo (il presidente Donald Trump ha minacciato mesi fa di imporre dazi del 100% sulle produzioni extra Usa), il cinema dimostra che l'orizzonte globale resta irresistibile.
Non che Hollywood sia destinato a finire in panchina: dai segnali emersi nella stagione dei premi, giovedì sarà un trionfo per titoli che hanno già segnato l'anno cinematografico, da Una Battaglia Dopo l'Altra di Paul Thomas Anderson a Sinners di Ryan Coogler, passando per Hamnet, Marty Supreme e Frankenstein, tutti e cinque film candidati da produttori, attori e registi. Resta aperta la domanda se qualcuno riuscirà ad avvicinarsi — o addirittura a superare — il record di 14 nomination, detenuto da Eva contro Eva (1950), Titanic (1997) e, dieci anni fa, La La Land: potrebbero farcela il film di Anderson e quello di Coogler.













