Roma, 30 mag. (askanews) – La Commissione europea ha concordato il 29 maggio a Bruxelles con il neo premier ungherese, Peter Magyar, lo sblocco di fondi Ue per 16,4 miliardi di euro destinati a Budapest, dopo che questi finanziamenti erano stati congelati a più riprese sotto il precedente governo di Viktor Orbán, a partire dal 2022.
La Commissione aveva sospeso l’erogazione dei fondi con l’entrata in vigore del regolamento Ue sulla ‘condizionalità’ dello stato di diritto (non rispettato dall’Ungheria), per l’assegnazione non trasparente degli appalti pubblici, per l’elevato tasso di corruzione sistemica, in assenza di indagini adeguate da parte delle autorità competenti nazionali. Tutti fattori che mettevano a rischio il corretto utilizzo del bilancio dell’Unione.
Il nuovo governo Magyar si è impegnato a cominciare entro la settimana prossima e a portare a termine in tempi brevissimi una serie di riforme, di misure strutturali e di investimenti che da una parte rimetteranno l’Ungheria in linea con la normativa Ue, e dall’altra consentiranno al Paese di utilizzare in pieno i fondi per la Coesione e quelli del Piano nazionale per la ripresa e resilienza post Covid (Pnrr).
Durante la conferenza stampa congiunta a Bruxelles, al termine del suo incontro con Magyar, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha annunciato che saranno sbloccati, in particolare, 10 mld di euro di fondi Ue nel quadro del Pnrr ungherese, più altri 4,2 mld nei Fondi strutturali per la Politica di coesione, e ancora 2,2 miliardi nel settore dell’istruzione, sempre finanziati dai fondi di coesione, a seguito delle misure adottate dal nuovo governo per proteggere la libertà accademica e l’integrità contro i conflitti d’interesse.










