Bruxelles – La nuova Ungheria, quella del primo ministro Péter Magyar, ha compiuto progressi significativi in materia di lotta alla corruzione, difesa dei diritti fondamentali e dello Stato di diritto, e per questo la Commissione europea sblocca 16,4 miliardi di euro di fondi UE tra garanzie (12,9 miliardi) e prestiti (3,5 miliardi di euro) bloccati per le mancate riforme. Nello specifico vengono concessi a Budapest 10 miliardi di euro dal programma di ripresa post-pandemica NextGenerationEU, 4,2 miliardi di euro dai fondi di coesione, e 2,2 miliardi di euro nell’ambito della libertà accademica, in pratica fondi provenienti dal programma Erasmus.Si tratta di ‘ricompense’ per misure già avviate, e impegni che il capo di governo ungherese ha negoziato direttamente con la Commissione europea. Si tratta di rispettare gli impegni nel piano di riforme che Budapest e Bruxelles hanno trattato fin dal giorno uno delle elezioni vinte. Ci si aspetta che l’Ungheria presenti già la prossima settimana la proposta di revisione di piano per la Ripresa (PNRR), e avrà tempo fino al 31 agosto per completare gli obiettivi concordati. Si riconosce quel cambio di rotta politico che trasforma la conferenza stampa in processo al premier sconfitto, Viktor Orbán, e in comizio per il nuovo capo di governo.È la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, a innescare il singolare show: “Il 12 aprile rimarrà a lungo impresso nella nostra memoria”, esordisce riferendosi alle elezioni che hanno cambiato equilibri, maggioranza, protagonisti. “Quel giorno, il popolo ungherese ha preso in mano il proprio futuro. Ha fatto una scelta chiara. Ha scelto l’Europa. E ha scelto la democrazia“. Parole che dipingono Orbán come euroscettico e non democratico, come peraltro certificato dal Parlamento europeo.