Con il telefono in mano, la voce strozzata, continua a scuotere il torneo. Non vuole parlare di dritti, rovesci, sconfitte e servizi. Vuole parlare della guerra. Di bambini che muoiono. Di avversarie che non vuole affrontare. L’ucraina Oleksandra Oliynykova è stata eliminata dalla russa Diana Shnaider, attaccata duramente il giorno precedente al match. Ma prima di parlare della partita, ha voluto evitare domande sul match e ha deciso di tenere un discorso emozionante.
Le sue parole
«So che alcune persone non sono d'accordo con le mie azioni. So che alcune persone preferirebbero che io restassi in silenzio. Ma ciò che faccio non riguarda la politica, riguarda l'umanità. Quando le persone vengono uccise, mentre i bambini muoiono, quando la violenza viene giustificata o celebrata, non possiamo fingere che non stia accadendo nulla. Non possiamo distogliere lo sguardo. Non possiamo proteggere coloro che sostengono o giustificano tali azioni.
La nostra organizzazione non è stata fondata da pioniere come Billie Jean King affinché denaro e lusso diventassero gli unici valori nel tennis femminile. Volevano qualcosa di più grande di quello. Che avessimo voce, che ispirassimo gli altri a rendere il mondo migliore, che fossimo modelli per i giovani.













