Padova, 30 maggio 2026 – Influenza aviaria padrona del mondo: perché?

“I virus più violenti da alcuni anni si sono installati ormai costantemente negli uccelli migratori. Così sono stati trasportati a migliaia di chilometri di distanza. Per trovare i progenitori dobbiamo tornare alla Cina degli anni Novanta, probabilmente all’origine c’è la mutazione di un agente patogeno che circolava negli uccelli domestici e poi ha coinvolto quelli selvatici. Che si sono spostati dall’Asia all’Occidente, dall’Africa al Nord Europa, dal Canada agli Stati Uniti, coinvolti in maniera molto impattante; dal Sud America all’Antartide”.

Calogero Terregino è il responsabile del Centro nazionale e del Laboratorio di referenza europeo per l’influenza aviaria e la malattia di Newcastle, che fa capo all’Istituto Zooprofilattico delle Venezie. Studia la materia dal Duemila e ha una certezza: parliamo della malattia veterinaria che ha il maggiore impatto economico e sanitario in tutto il mondo. Con molti spillover, “oltre 100 specie di mammiferi sono state coinvolte nei focolai”.

In Antartide diceva: dove?

“Nella zona interna ancora non c’è traccia del virus. Due colleghi del nostro Istituto sono andati a fare una sorveglianza sui pinguini. Ci avevano contattato i ricercatori della base intitolata a Mario Zucchelli, che si trova proprio nel cuore del continente. I ricercatori temevano di imbattersi in casi di influenza aviaria. Quindi chiedevano linee guida per capire come gestire eventuali sospetti. Così abbiamo chiesto la possibilità di affiancarli”.