PADOVA - È una malattia devastante per l’economia e per l’ambiente, come dimostrano i focolai negli allevamenti di pollame verificatisi negli anni scorsi. E le conseguenze potrebbero essere ancora più drammatiche qualora diventasse la causa di un’altra pandemia. Per evitare tutto ciò, quindi, sta per partire il nuovo piano vaccinale contro l’influenza aviaria (H5N1), contagiosissima e letale per gli uccelli, ma che può colpire pure i mammiferi, compresi gli esseri umani, come è avvenuto in rari casi negli Stati Uniti. Capofila dell’iniziativa nazionale è l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe) di Legnaro (Padova) diretto dalla dottoressa Antonia Ricci, laboratorio di referenza europeo per l’aviaria.
La campagna inizierà in primavera nel Veneto, in Lombardia e in Emilia, e nella nostra regione riguarderà 136 allevamenti di tacchini da carne (circa 200 nelle 3 regioni) e 64 di galline ovaiole (163 il totale), situati nella zona di Verona, quella dove è presente il maggior numero di allevamenti presi di mira in passato dal virus, con oltre 4 milioni dosi che verranno iniettate ad altrettanti tacchini e a 14 milioni alle galline, con un’iniezione ai pulcini di un giorno e il richiamo dopo un mese. E a breve sarà avviata pure la formazione di squadre di persone preposte a tale compito.








