Milano, 26 nov. (askanews) – Le Commissioni Agricoltura e Sanità della ù Lombardua in seduta congiunta hanno fatto il punto sulla situazione dell’influenza aviaria nella regione, anche a fronte dei focolai individuati negli ultimi mesi. Le autorità regionali hanno istituito zone di protezione e sorveglianza intorno agli allevamenti colpiti e adottato misure per contenere la diffusione del virus. Sono stati auditi i rappresentanti delle Direzioni regionali Welfare e Agricoltura, delle ATS di Brescia e Valpadana e delle associazioni di settore (Coldiretti Lombardia, Confagricoltura Lombardia, Copagri e Cia Agricoltori).

La Direzione Welfare ha segnalato che nei mesi di ottobre e novembre 2025 sono stati rilevati diversi focolai in particolare nei territori di Crema (60 mila tacchini), Lodi (quasi 15 mila fagiani), Brescia (quasi 34 mila tacchini), Varese (175 mila galline ovaiole) e in più allevamenti nel mantovano. Si calcola il coinvolgimento di circa 353mila animali e si stima un indennizzo diretto complessivo di 3 milioni e 640 mila euro. I focolai sono riconducibili all’ingresso del virus trasmesso dalla fauna selvatica. I territori coinvolti, infatti, rientrano nelle rotte migratorie di queste specie in stato di naturale libertà.