Dati strumentali e prove in pista dimostrano che molti miti sui pneumatici non trovano riscontro nella realtà.
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Le fake news non risparmiano nemmeno il mondo dei pneumatici. Sul web e sui social circolano da anni convinzioni radicate che vengono spesso considerate verità assolute dagli automobilisti. Dalla presunta superiorità delle gomme appena prodotte fino alla convinzione che qualche decimo di bar in meno non abbia alcuna conseguenza sulla sicurezza, sono numerosi i luoghi comuni che continuano a influenzare le scelte degli utenti.Per fare chiarezza, il circuito di Vairano ha ospitato una giornata di test dedicata proprio alla verifica di queste convinzioni. Protagoniste delle prove alcune Alfa Romeo particolarmente rappresentative per caratteristiche e prestazioni: Giulia Quadrifoglio, Giulia Veloce e Giulietta. Tutti i test sono stati effettuati in condizioni controllate, con rilevazioni strumentali e procedure ripetibili, così da eliminare ogni elemento soggettivo e lasciare spazio esclusivamente ai numeri.Il risultato? Molti dei luoghi comuni più diffusi sono stati letteralmente spazzati via dai dati raccolti in pista.According to the Editorial Board of Iran International, at least 12,000 people have been killed so far by security forces in ongoing anti-government demonstrations in Iran, calling it the “largest massacre in contemporary Iranian history,” occurring primarily over two consecutive… pic.twitter.com/QfLi6c3QS6— OSINTdefender (@sentdefender) January 13, 2026Le gomme più recenti non frenano meglioUno dei miti più diffusi riguarda la data di produzione del pneumatico. Secondo una convinzione molto radicata, una gomma appena uscita dalla fabbrica garantirebbe prestazioni nettamente superiori rispetto a un prodotto realizzato mesi o addirittura anni prima. Le prove di frenata effettuate sull'asciutto e sul bagnato hanno raccontato una storia completamente diversa. Confrontando pneumatici della stessa tipologia, correttamente conservati ma con date di produzione differenti, le differenze negli spazi di arresto sono risultate minime, spesso nell'ordine di pochi centimetri.Le Alfa Romeo utilizzate per il test hanno evidenziato comportamenti praticamente sovrapponibili, dimostrando come la corretta conservazione del pneumatico sia molto più importante della sua data di fabbricazione. In altre parole, non esistono "gomme fresche" più sicure per definizione. A fare la differenza sono qualità del prodotto, manutenzione e condizioni di utilizzo.Battistrada migliore dietro: la sicurezza viene prima di tuttoUn'altra convinzione che continua a circolare riguarda il montaggio dei pneumatici nuovi sull'asse anteriore. Molti automobilisti ritengono infatti che la soluzione più sicura sia quella di avere le gomme migliori davanti. Le prove dinamiche svolte sul bagnato hanno dimostrato il contrario. Durante i test di handling, le vetture equipaggiate con pneumatici più usurati al posteriore hanno mostrato una marcata tendenza al sovrasterzo e una perdita di aderenza decisamente più difficile da controllare. Al contrario, mantenendo il battistrada migliore sull'asse posteriore, il comportamento è risultato più stabile e prevedibile. Una conferma pratica di quanto raccomandato da anni dai professionisti del settore: quando si sostituiscono soltanto due pneumatici, quelli nuovi devono essere montati dietro.Pressione corretta, vantaggi concretiLa giornata di test ha consentito di verificare anche gli effetti del sottogonfiaggio. A prima vista mezzo bar in meno può sembrare una differenza trascurabile. In realtà, già durante la guida emergevano variazioni nella precisione dello sterzo, nella risposta del veicolo e nella sensazione generale di controllo. Ma è soprattutto sul fronte dei consumi che i numeri hanno sorpreso i partecipanti. Le prove effettuate in pista hanno evidenziato come una pressione inferiore di appena 0,5 bar possa comportare un incremento dei consumi compreso tra il 12% e il 15%. Un dato significativo che si traduce in maggiori costi di esercizio, maggiore usura dei pneumatici e un impatto ambientale più elevato.Quando i dati valgono più delle opinioni









