Una serie di test organizzati da Assogomma e Federpneus ci hanno permesso di scoprire come la pressione ottimale sia decisiva e come l’anno di produzione sia praticamente ininfluente

Il rettilineo del circuito di Varano dove abbiamo effettuato una parte dei test

Quante volte abbiamo sentito un gommista proporci delle gomme “freschissime” come se ci stesse vendendo un’orata. Quante volte abbiamo storto il naso di fronte ad una gomma “vecchia” di 3 anni e, ancora, quante volte abbiamo ritenuto superfluo far controllare la pressione delle gomme da un gommista, confidando nel sistema di monitoraggio installato sulle vetture. Per scoprire quali sono i falsi miti e fare un’immersione nelle scelte riguardo agli pneumatici che ci possono far risparmiare molti soldi, siamo andati sulla pista di Varano de Melegari, ospiti di Assogomma e Federpneus.

Pressione ed età delle gomme: la verità dei numeriA fare gli onori di casa gli istruttori del Centro di Guida Sicura e le loro Alfa Romeo, con le quali abbiamo affrontato quattro prove: un test di handling con due Giulia Quadrifoglio per scoprire quale fosse la vettura con livelli di pressione non corretta, una curva sul bagnato con una Giulietta a trazione anteriore per capire gli effetti di pneumatici usurati sull’asse posteriore e due test di frenata. Il primo su asciutto e il secondo su bagnato, alternandoci su due Giulia turbodiesel equipaggiate l’una con pneumatici del 2025 e l’altra con pneumatici del 2023. Prima di scendere in pista, Fabio Bertolotti, ci ha anticipato uno dei temi principali, ovvero che gli pneumatici non hanno una vera e propria data di scadenza e non è vero che un pneumatico nuovissimo sia meglio di uno più vecchio se quest’ultimo è stato conservato con maggiore cura.