Via il nome di Trump dal Kennedy Center. Lo ha deciso il giudice Christopher Cooper della Corte distrettuale federale di Washington, che ha dato all’amministrazione Usa due settimane per rimuovere la scritta a caratteri cubitali col nome del presidente statunitense. Vale a dire, due giorni prima del compleanno del tycoon. Una bella batosta.
La sentenza è stata pubblicata in un giorno storico, cioè quando John Fitzgerald Kennedy avrebbe compiuto 109 anni. Il provvedimento è il primo di sostanza sui tanti progetti con cui Trump sta cercando di lasciare il marchio della sua estetica nella capitale degli Stati Uniti. Altri progetti immobiliari sono al centro di azioni legali ancora sospese: dalla demolizione della East Wing della Casa Bianca per far posto a una nuova sala da ballo, alla Reflecting Pool sul Mall dipinta di ‘blu bandiera americana’, all’Arco Trionfale sul modello, ma più grande, dell’Arc du Triomphe di Parigi.
Come ha reagito Trump? Male, ovviamente. Pur riservandosi la possibilità di far ricorso in appello, ha di fatto abbandonato il progetto. “D’ora in poi se ne occuperà il Congresso”, ha detto, accusando il giudice “nominato da Barack Hussein Obama” e dalla “sinistra radicale” di preferire il declino della storica istituzione culturale sul Potomac piuttosto che consentirgli di riformarla: “Vorrebbero vederla morire invece che lasciare a me il compito di trasformarla in qualcosa di cui tutti possano essere orgogliosi”. Il nome di Trump era stato affisso a caratteri cubitali lo scorso dicembre sulla facciata marmorea del Kennedy Center dopo un voto unanime dei fedelissimi del board nominati dal tycoon dopo il licenziamento in tronco dei consiglieri bipartisan. Come detto, il giudice ha dato ora all’amministrazione due settimane per rimuovere la nuova dedica che dovrà dunque sparire entro il 12 giugno, solo due giorni prima della data in cui Trump festeggerà l’ottantesimo compleanno.










