Asp e Medici senza frontiere (Msf) sottoscrivono un protocollo d’intesa, l’obiettivo è di migliorare l’assistenza sanitaria alla popolazione migrante presente sul territorio. Compresa l’identificazione delle persone vulnerabili e con problematiche sanitarie.

Numerosi comuni dell’Agrigentino, come noto, sono al centro di un afflusso costante di migranti provenienti dal Mediterraneo. E, tra questi migranti, non di rado ci sono persone con fragilità legate a condizioni patologiche acute o croniche. Condizioni, ovviamente, che vanno identificate e monitorate, soprattutto quando queste persone sono soggette a un potenziale aggravamento della propria salute e possono, in taluni casi, rappresentare un rischio per la salute collettiva.

Non è tutto. Perché Asp e Medici senza frontiere hanno individuato un secondo obiettivo, definito “secondario”, ma anche questo di rilevante importanza: rafforzare il percorso di presa in carico, di assistenza e di follow up dei migranti anche relativamente a persone con problemi sanitari specifici o con un trascorso di violenza o altri eventi traumatici.

A questo punto, si è reso necessario stabilire “chi fa cosa”. Ed ecco qui: Msf si occuperà, tra le altre cose, di consultazioni mediche e psicologiche volte alla presa in carico della persona; di verificare le condizioni di vulnerabilità e di segnalare i soggetti che hanno bisogno di cure secondarie e terziarie.