Confagricoltura Bari e Bat lancia l’allarme per il rischio incendi nel Parco dell’Alta Murgia. Al momento, fortunatamente, nulla da segnalare ma il nodo critico è proprio quello della prevenzione. E qui a giocare un ruolo di primo piano sono le imprese agricole che insistono sul territorio, esposte ai danni, anche economici, dei roghi ma al contempo risorsa straordinaria nel processo di prevenzione. Cereali e allevamento sono le attività principali dell’area. Da una parte le zone rocciose, dall’altra spianate di centinaia di ettari da gestire con grande attenzione.
«Per questo, muovendoci in tempo e in maniera costruttiva - spiega Massimiliano Del Core, presidente di Confagricoltura Bari e Bat - abbiamo chiesto all’Assessorato regionale all’Agricoltura di convocare un tavolo che coinvolga l’Ente Parco, le associazioni agricole e l’Arif (Agenzia regionale per le attività Irrigue e Forestali, ndr)». L’obiettivo è sensibilizzare gli imprenditori a intraprendere le buone pratiche della pulizia e dello sfalcio, preziose su tanti fronti. E tuttavia, come successo già in passato, «è necessario attivare una convenzione senza la quale non possono procedere. Naturalmente, si tratta di un aiuto. Poi il reale intervento fa parte dei compiti di chi si occupa di gestione dei territori rurali e agricoli, cioè l’Arif. La programmazione della loro attività sul territorio è la priorità in questo momento». Tre le direttrici principali: individuazione di azioni preventive, monitoraggio delle risorse idriche strategiche nonché il coinvolgimento degli operatori locali. Il tempo non è moltissimo. I mesi cerchiati di rosso sono quelli di giugno e luglio, una fase di transito, piuttosto delicata, che precede la mietitura. «In quel momento - riprende - aree non curate possono essere seriamente colpite e l’incendio può degenerare. Con questo caldo basta un attimo. Diversamente, a fronte di pratiche corrette, il rischio scende al minimo». Il passato racconta di imprese danneggiate e realtà agrituristiche duramente colpite dai roghi che, naturalmente, minacciano contestualmente la biodiversità dell’area.













