I roghi che negli ultimi giorni sono tornati a sferzare il territorio calabrese hanno riproposto con urgenza il tema della gestione e della messa in sicurezza del patrimonio boschivo regionale. Nelle prime e complesse operazioni di contenimento e spegnimento dei focolai sono stati massicciamente impiegati gli operai idraulico-forestali dell’azienda d’ufficio Calabria Verde, figure professionali che nel corso degli anni hanno strutturato competenze e conoscenze specifiche nel servizio Anticendio Boschivo (AIB). La nuova stagione si apre quest’anno nel solco di una profonda transizione tecnologica introdotta dalla Regione, volta a digitalizzare le attività di contrasto ai reati ambientali e alle fiamme attraverso una mappatura dinamica dei rischi.

“Le innovazioni del Piano AIB 2026, il potenziamento della piattaforma digitale per una lettura integrata e dinamica dei dati territoriali, l’attività di monitoraggio con droni a decollo automatico, sensori meteorologici e intelligenza artificiale, rappresentano strumenti utili per realizzare strategie di prevenzione, controllo e intervento più efficienti”.

Il fattore umano e lo spopolamento della forza lavoro sul territorio

La transizione tecnologica e l’introduzione di strumenti d’avanguardia non possono tuttavia sostituire l’apporto della manodopera sul terreno, elemento giudicato imprescindibile dalle sigle sindacali per garantire la tenuta del sistema. Per i vertici confederali e di categoria, la tutela del territorio calabrese si fonda sulla combinazione tra innovazione e presidio fisico, una condizione oggi messa a rischio da una dinamica demografica interna che penalizza la continuità delle mansioni.