Il retroscena: l'editore (la famiglia Angelucci) ha comunicato la decisione tramite un messaggio di posta certificata

Il licenziamento in tronco di Mario Sechi dalla direzione del quotidiano Libero è avvenuto giovedì 28 maggio con una PEC, senza alcun contatto diretto con la famiglia Angelucci, gli editori che lo avevano assunto dall’8 settembre 2023. Una rottura che sembra l’esatto opposto della fortunata pubblicità di Aruba.it, quella dove tutti attendono la risposta ed arriva in quell’istante: «L’offerta è accettata, il contratto è firmato eh…. È una Pec!», e tutti esultano di gioia. Non ha sicuramente festeggiato invece il direttore uscente di Libero.

La strada del licenziamento immediato via PEC è stata scelta dagli Angelucci perché di fatto fra editore e direttore da mesi non esisteva più alcun rapporto diretto e porterà probabilmente le parti in tribunale per definire l’importo della liquidazione. Per questo la sostituzione di Sechi era nell’aria da qualche settimana, ma la situazione è precipitata improvvisamente proprio giovedì 28 maggio quando gli editori hanno visto in edicola la prima pagina di Libero con il titolo «Sotto scorta – Vogliono ammazzare il direttore di Libero».