Un tweet all’alba per annunciare il divorzio, o meglio, il licenziamento. Mario Sechi non è più il direttore di Libero e a renderlo noto è stato lui stesso con un messaggio asciutto ma carico di accuse, pubblicato su X (l’ex Twitter): “Angelucci mi ha licenziato. Lo ha fatto nel momento in cui sono finito sotto scorta, minacciato di morte dai terroristi anarco-insurrezionalisti”.
Angelucci mi ha licenziato. Lo ha fatto nel momento in cui sono finito sotto scorta, minacciato di morte dai terroristi anarco-insurrezionalisti. — Mario Sechi (@masechi) May 28, 2026
Una tempistica delicata, che alimenta un addio in realtà maturato da tempo nei corridoi della redazione. Da circa due settimane, infatti, al giornalista era stata assegnata la tutela della Questura di Milano per minacce da lui definite “serie, concrete, dirette”.
Nel mirino dell’area anarco-antagonista erano finiti i suoi editoriali sulla vicenda di Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone, i due anarchici morti a Roma il 20 marzo scorso per l’esplosione accidentale dell’ordigno che stavano, presumibilmente, confezionando.
Dietro la defenestrazione di Sechi, approdato alla direzione nel 2023 dopo l’incarico di portavoce a Palazzo Chigi per Giorgia Meloni, ci sarebbe però ben altro.










