Sechi non è più il direttore di Libero: "Angelucci mi ha licenziato nel momento in cui sono finito sotto scorta"L'annuncio su X da parte del diretto interessato, finito sotto tutela per le minacce degli "anarco-insurrezionalisti". Era alla guida di Libero dal settembre 2023, dopo qualche mese passato a Palazzo Chigi come capo ufficio stampa di Giorgia MeloniAll'indomani del giorno in cui il direttore (anzi, l’ex) di Libero, Mario Sechi, fa sapere di essere finito sotto scorta per le minacce "di morte dai terroristi anarco-insurrezionalisti", l’editore Antonio Angelucci lo rimuove dalla giuda del giornale. L’annuncio è arrivato dallo stesso Sechi su X: "Angelucci mi ha licenziato. Lo ha fatto nel momento in cui sono finito sotto scorta, minacciato di morte dai terroristi anarco-insurrezionalisti".Una messa alla porta probabilmente inaspettata, almeno a leggere le parole del diretto interessato. Angelucci - deputato della Lega, oltre che editore (anche del Giornale e del Tempo) e imprenditore delle cliniche private - aveva voluto Sechi alla guida di Libero per sostituire Alessandro Sallusti e dopo un’esperienza a Palazzo Chigi come capo ufficio stampa di Giorgia Meloni. Sembra che già da tempo tra i due non corresse buon sangue, ma il licenziamento all'indomani del giorno in cui Sechi annuncia di essere finito sotto scorta (ci è da circa due settimane) assume un sapore diverso.La notizia della scorta è arrivata ieri (27 maggio), ma oggi Sechi ci è tornato in un editoriale in cui racconta la vita sotto tutela. Il giorno della chiamata del prefetto di Milano, Claudio Sgaraglia. La visita a casa del questore Bruno Megale. "Sono diventato un bersaglio del terrorismo anarchico perché penso e scrivo - osserva Sechi -. Quando in quei minuti, nel veloce riassunto delle puntate precedenti che non conoscevo, ho sentito la parola 'anarco-insurrezionalista' i miei sensi hanno cominciato a rispondere velocemente, l'algoritmo del cronista ha preso il comando, è stato un attimo collegare il pericolo con l'esplosione che a Roma ha ucciso due anarchici - Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone - mentre fabbricavano una bomba all'interno di un casolare abbandonato nella zona di Capannelle".