"Angelucci mi ha licenziato. Lo ha fatto nel momento in cui sono finito sotto scorta, minacciato di morte dai terroristi anarco-insurrezionalisti". Così in un post su X il giornalista Mario Sechi, annunciando la rimozione dall'incarico di direttore del quotidiano Libero. Sechi è stato messo sotto tutela per aver ricevuto alcune minacce da parte degli anarco-insurrezionalisti. Il giornalista sarebbe stato vittima di intimidazioni per via di alcuni editoriali scritti in merito alla morte avvenuta lo scorso marzo, nel parco degli Acquedotti a Roma, di due anarchici, Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone, appartenenti al gruppo di Alfredo Cospito.

"Succede. Ma non sai cosa realmente ti sta per succedere. Nel giro di una mezza giornata la mia vita è cambiata. La minaccia. Quella minaccia. Ti telefona il prefetto Claudio Sgaraglia, pensi sia una cosa di routine, una notizia che ha bisogno dell'attenzione del direttore del giornale, un appuntamento istituzionale, ma improvvisamente arriva un colpo di vento gelido che sbatte le imposte: 'Devo metterti sotto tutela'", aveva scritto Sechi, in un editoriale, dopo essere stato posto sotto tutela a garanzia della sua sicurezza.

Sechi ricostruisce i momenti in cui gli è stata comunicata la notizia: "Protesto: 'Non voglio la scorta, non l'ho mai chiesta, sollecitata, desiderata. Non fa parte del mio stile di vità. Replica secca: 'Non puoi decidere tu, è necessario, ora passa da te il questore e ti spiega tutto'. Clic. Cerco di riordinare le idee, trovare una via d'uscita. Bruno Megale, il questore, arriva a casa, è accompagnato dal coordinatore delle scorte, preparo un caffè, insisto con il mio manifesto di libertà: 'Non posso avere la scorta'".