Dogliani – “Tornare in Tv è stato bellissimo, anche se avevo paura: è un po’ come riprendere la bicicletta senza le rotelle”. Paola Barale, dopo quarant’anni di televisione, è ritornata sul piccolo schermo con Citofonare Rai 2, programma in cui duetta con Paola Perego e che sta avendo ottimi riscontri dal pubblico. Ospite al Festival della Tv di Dogliani, dopo l’intervista sul palco si ferma con Il Secolo XIX a raccontare gli esordi, i grandi della Tv con cui ha lavorato, i programmi che guarda e che le piacerebbe fare in futuro. E, a proposito del ruolo delle donne e della premier Giorgia Meloni, spiega: “Non condivido molte cose, ma è una donna tosta, un abile politica” Dopo anni è ritornata in Tv con Citofonare Rai 2: com’è stato rientrare? “È bellissimo, sono felicissima. Un po’ mi spaventava dopo tanti anni, perché è come riprendere la bicicletta senza rotelle. La Tv è cambiata, è cambiato il pubblico e anche il mondo. Però mi sono ritrovata in un gruppo molto affiatato, che mi accolto con affetto ed entusiasmo. Mi sono divertita e mi sono sentita a casa da subito” Com’è cambiata la Tv? “La Tv è cambiata con la società: più violenta, aggressiva, urlata. C’è meno rispetto, meno leggerezza. Noi eravamo tutti più leggeri, il mio motto è vivere la vita con una concreta leggerezza. Poi è chiaro che vanno raccontati i fatti di cronaca e vanno fatti determinati programmi. Ma non solo quelli. In Tv non c’è più rispetto”. Troppa spettacolarizzazione dei fatti di cronaca nera? “Non solo quello, anche troppa maleducazione, urla, insulti. Non è un buon messaggio, crea nelle nuove generazioni aggressività. Se si entra troppo nell’intimità delle persone non scandalizziamoci che poi un ragazzino faccia una cosa – che ovviamente non va fatta – come pubblicare un’amica filmata di nascosto e passare poi il video ad altri. Non mi piace neanche la spettacolarizzazione di chi non sta bene, che andrebbe tutelato. Sarà il mio pudore piemontese”. Bisogna mettersi dei limiti? “Ci sono fatti troppo spettacolarizzati, e questo legittima le persone a dare giudizi. Le critiche costruttive sono ben accette ma si crea anche un pubblico invidioso che si nasconde dietro a uno schermo. Quelli che ti insultano sui social e mi scrivono “sei vecchia, stai a casa”, sono convinta che se li incontrassi dal vivo mi chiederebbero una foto. Una volta ci rimanevo male, oggi penso che non vorrei averli come amici. È un mezzo meraviglioso per fare scrematura”. È vero che da ragazza voleva fare l’insegnante di educazione fisica? “Si, ho studiato per quello. Mi sembrava una cosa leggera, meglio fare l’insegnante di ginnastica che di storia o di greco. Dipende da cosa ti piace, io ero più portata per la ginnastica. Non venitemi a dire che non sono più divertenti delle lezioni di greco!” Poi qualcuno notò la somiglianza con Madonna e iniziò la tua carriera. Le pesava? “Non è che mi pesava per qualche strano motivo, ma era difficile. Mi imbarazzavo, pensi che a Parigi uscivo dalle torte come sosia. Non avevo mai preso l’aereo, ho iniziato a viaggiare e a vedere il mondo”. Ha anche iniziato a guadagnare. “Certo, e mi sono comprata una moto, la Honda Parigi-Dakar 200. E per colpa di quella moto mi sono pagata anche l’apparecchio ai denti, che fino a quel momento pagavano i miei” Ha lavorato con i più grandi della Tv: Mike Bongiorno, Costanzo, Fiorello. “Mike era un dio, il preside severo. Costanzo un illuminato, Fiorello l’artistone e il creativo”. E Raimondo Vianello e Sandra Mondaini? “Raimondo un gentleman, Sandra una follia creativa. E poi ho lavorato con Raffaella Carrà, un sogno”. C’è qualcuno con cui avrebbe voluto continuare a lavorare? “Raffaella Carrà, tutta la vita. Se n’è andata troppo presto dal panorama italiano. Mia madre raccontava che da piccola dicevo di volere una madre come Raffaella Carrà”. Ha parlato spesso delle tematiche femminili, ma da una prospettiva diversa rispetto al femminismo tradizionale. “Ma io non sono femminista, non cerco la lotta contro l’uomo, cerco la parità. Visto che gli uomini sono indipendenti, devono esserlo anche le donne”. Anche a livello economico. “Purtroppo sì, perché viviamo in una società che si basa sul consumo e avere un’indipendenza economica ti garantisce anche un altro tipo di libertà. Ti garantisce di curarti meglio, di viaggiare. Avere stabilità economica ti permette di non dipendere da qualcuno”. Oggi abbiamo una presidente del Consiglio come Giorgia Meloni. Come vede le donne in politica? “Senza entrare nelle mie idee politiche, Meloni è una donna tosta. Non sono d’accordo con lei su diverse cose, però va riconosciuta la sua capacità: quando la vedi in tutto il mondo, circondata da uomini, è apprezzabile come un abile politica”. C’è un programma che vorrebbe fare in futuro? “Vorrei far diventare la mia passione un programma: partire con il camper e fare come facevano i turisti per caso in barca, girare l’Europa e incontrare persone con belle storie da raccontare”. In Tv cosa guarda? “Tutto. Money Road, i Pacchi, La Ruota della Fortuna. Anche il crime, ma a volte lo guardo pensando “ma fin dove arriviamo?”. C’è un programma molto bello che sta facendo Fabio Volo, Kong: mi piace tanto”. Serie Tv? “Le guardo, ma ultimamente mi addormento. Sono troppo lunghe”. Ha fatto tante cose oltre la Tv: cinema, teatro, ha scritto un libro. Qual è il prossimo progetto? “Ci potrebbe essere un altro libro in cantiere. Molto interessante, toccherà un vasto gruppo di persone”.