Per evitare che il contagio ceppo Bundibugyo del virus Ebola arrivi in Italia, il governo Meloni lancia una procedura apposita: tutti coloro che entrano nel Paese dopo essere stati in Congo o Uganda dovranno segnalarlo; la loro situazione sarà valutata in base a cinque livelli di rischio. Al momento, comunque, il rischio di una diffusione in Italia è basso.
Il centro di cura per l’Ebola a Rwampara, in Congo
Non bisogna essere allarmati: è basso il rischio che in Italia si diffonda un contagio legato al virus Ebola, in particolare al nuovo ceppo Bundibugyo. Tuttavia, il focolaio nato in Congo e in Uganda ha spinto l'Oms a dichiarare una emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale. Per questo, esercitando la massima precauzione, il governo Meloni – e in particolare il ministero della Salute – ha messo in campo delle procedure per tutti coloro che entrano in Italia dopo essere stati nei due Paesi in questione nelle ultime tre settimane.
I viaggiatori saranno classificati in cinque livelli di rischio, con interventi ad hoc per ciascuno, a seconda delle aree in cui sono stati e le persone a cui sono stati esposti. Nel caso emergessero dei sintomi, si procederà con l'isolamento e le analisi allo Spallanzani di Roma. Il modulo da compilare per chi viene da Congo e Uganda La circolare del ministero stabilisce che i viaggiatori dovranno segnalare di essere stati in Repubblica democratica del Congo o in Uganda. Dovranno farlo compilando un modulo apposito, firmandolo e inviandolo alla propria Asl di riferimento (in particolare, al dipartimento Prevenzione dell'Asl). Le tempistiche sono strette: il documento dovrà essere inviato entro 24 dal rientro in Italia.










