Sono cinque i livelli di rischio in base ai quali individuare le misure più adeguate per le persone in arrivo in Italia da Rapubblica Democratia del Congo e Uganda, dove sono in corso focolai di infezione dal ceppo Bundibugyo del virus Ebola. Lo indica la circolare del ministero della Salute, che ha stabilito i criteri riferendosi al tipo di esposizione al virus e alla presenza di sintomi.Per quanto riguarda l’esposizione, si distinguono quelle "ad alto rischio" e "non ad alto rischio".Le esposizioni ad alto rischio riguardano il contatto ravvicinato e senza protezioni con una persona con sintomi, o un rapporto sessuale non protetto con un caso fino a tre mesi dalla guarigione, o ancora contatto con materiale contaminato da liquidi biologici di un caso probabile o confermato o infine un’esposizione percutanea (per esempio una puntura d’ago) o attraverso le mucose a liquidi biologici, tessuti o campioni di laboratorio di un caso probabile o confermato.Sono considerate esposizioni ad alto rischio anche la partecipazione a riti funebri con esposizione diretta e senza protezioni a resti umani nelle aree colpite dal virus o provenienti da quelle aree, e il contatto diretto con pipistrelli, roditori o primati non umani vivi o morti da aree colpite, oppure il contatto con carne di animali selvatici. E’ invece considerato non ad alto rischio il contatto casuale o la condivisione di spazi con una persona con febbre, ma autonoma e in grado di camminare.Sulla base del tipo di esposizione della presenza o meno di sintomi, per i viaggiatori in ingresso in italia, la circolare distingue livelli di rischio molto basso, basso, moderato, alto, molto alto e individua le misure da prendere nei 21 giorni dall’uscita di uno dei due Paesi colpiti da Ebola.Rischio complessivo molto basso
Ebola, 5 livelli di rischio per chi arriva da Congo e Uganda. Ecco cosa fare
Diffusa la circolare del ministero della Salute che ha stabilito i criteri riferendosi al tipo di esposizione al virus e alla presenza di sintomi










