Scatta in Italia, con l'ordinanza e la relativa circolare del ministero della Salute, l'obbligo di dichiarazione per i viaggiatori in arrivo da Repubblica Democratica del Congo e Uganda, i due Paesi colpiti dal virus Ebola con almeno 1.077 casi sospetti e 246 decessi.
Sono 5 i livelli di rischio che dovranno guidare le misure per i viaggiatori che abbiano avuto contatti o con sintomi, mentre i voli in arrivo in Italia con passeggeri a rischio dovranno atterrare all'hub sanitario di Fiumicino e le Regioni dovranno individuare i propri centri di riferimento per le malattie infettive.
Il centro di riferimento nazionale è l'istituto Spallanzani di Roma. In Italia, rileva il ministero, il rischio di infezione è "basso" e le misure sono dettate soprattutto dal "principio di massima precauzione".
Anche l'Ue sta pensando a "un'azione coordinata" e sta "valutando tutte le opzioni di risposta", compresa la convocazione in videoconferenza dei ministri della Salute e un confronto il 16 giugno nel Consiglio Epcso Salute, l'organismo europeo dedicato a sanità pubblica, prevenzione e sicurezza.
L’EPIDEMIA – La nuova epidemia di Ebola che sta colpendo il cuore dell'Africa è causata dalla variante del virus chiamata Bundibugyo, della quale si sa poco. Farmaci e vaccini sono allo studio solo ora, con le prime sperimentazioni in arrivo, e i test su larga scala erano inesistenti quando sono comparsi i primi casi. Di qui la preoccupazione che l'infezione sia già diffusa, tanto che le prime stime prevedono migliaia di casi nei due Paesi africani. Per questo il direttore generale dell'Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, è arrivato nella Repubblica Democratica del Congo: con le autorità vuole studiare interventi per "rafforzare il sistema sanitario" e "migliorare la preparazione alle emergenze".










