Politica e mondo economico apprezzano l'analisi effettuata da Palazzo Koch. Ok di Cisl e Confcommercio

Segui Il Giornale su Google Discover

Scegli Il Giornale come fonte preferita

Le Considerazioni finali del governatore Panetta, restituiscono l'immagine di un sistema bancario italiano che affronta la fase più complessa del ciclo economico con basi solide e capacità di adattamento. Nel passaggio chiave sulle banche, Panetta osserva che «le banche italiane affrontano questa difficile fase congiunturale da una posizione di solidità. La redditività e il grado di capitalizzazione sono elevati; il rapporto tra valore di mercato e valore contabile è tra i più alti in Europa». Un giudizio che rafforza l'idea di un comparto bancario non solo stabile, ma anche competitivo. In questo quadro si inserisce il tema delle aggregazioni, letto dal governatore in chiave evolutiva: «l'elevata dotazione patrimoniale del sistema apre spazio a nuove aggregazioni, nazionali e transfrontaliere. Entrambe possono contribuire a rafforzare il mercato bancario europeo». E ancora, con riferimento all'Italia, «operazioni ben disegnate possono avvicinare la struttura del mercato creditizio a quella degli altri principali paesi europei, rendere le banche più competitive e favorire una maggiore diversificazione dei ricavi». Sul credito, Panetta mantiene un approccio prudente ma non allarmistico, chiarendo che «la prudenza non deve tradursi in una restrizione indiscriminata del credito», mentre le imprese «non segnalano un aumento delle difficoltà di accesso al credito».Il quadro viene accolto con favore dalle parti sociali e dal mondo economico. Per la leader della Cisl Daniela Fumarola, «le considerazioni finali indicano con chiarezza una strada che la Cisl condivide: per rilanciare il Paese occorre puntare con decisione su innovazione, formazione e valorizzazione del lavoro». Sulla stessa linea Confcommercio, con il presidente Carlo Sangalli che evidenzia come «ridurre il costo dell'energiae accelerare gli interventi strutturali per rafforzare crescita e sviluppo resta dunque una priorità».