di Marianna Peluso

La nuova classifica World’s 101 Best Burger Places incorona «Bleecker Burger». Sul podio anche «Black Bear Burger» e «Café Margaret». «Reburger», a Firenze, è ventisettesimo

Per anni è stato il panino del fast food: carne, pane, formaggio, salsa, una promessa semplice e immediata. Oggi l’hamburger è diventato una delle icone pop della cultura gastronomica contemporanea: comfort food globale, oggetto social, piatto da chef, format da delivery, laboratorio di cotture, consistenze e ingredienti. In Italia se ne consumano oltre 250 milioni all’anno, mentre nel delivery, secondo Just Eat, nel 2025 sono stati ordinati oltre 279 mila chili di hamburger, con lo smash burger in crescita del 159% e il plant-based del 116%. Anche il pane ha cambiato ruolo: da semplice contenitore a ingrediente decisivo, studiato per reggere salse, succhi, delivery e primo morso. Ora arriva anche una classifica mondiale a sancirne lo status: la World’s 101 Best Burger Places incorona Londra, con Bleecker Burger al numero uno e Black Bear Burger al secondo posto. L’Italia entra nella lista con Reburger, a Firenze, ventisettesimo al mondo. Il burger resta popolare, diretto, democratico. Ma ormai si giudica come un piatto gourmet. Londra in cima, Sydney e New York subito dietroLa prima edizione incorona «Bleecker Burger», seguito da «Black Bear Burger», sempre nella capitale britannica. Il terzo posto va a «Café Margaret», a Sydney; il quarto a «The Diplomat», a Hong Kong; il quinto a «Gasoline Grill», a Copenhagen. La top ten prosegue con «Sip & Guzzle» a New York, «Hawksmoor St Pancras» a Londra, «Nowon» a New York, «Amboy Quality Meats» a Los Angeles e «The Grill at the International» a Sydney. Il quadro è meno scontato di quanto si potrebbe immaginare. Gli Stati Uniti restano presenti, con New York e Los Angeles tra le prime dieci posizioni, ma il baricentro del burger mondiale non coincide più soltanto con l’America. Londra domina la vetta con tre indirizzi nei primi undici, considerando anche «Burger & Beyond» al numero 11. Sydney conferma un peso notevole, con «Café Margaret» sul podio e «The Grill at the International» al decimo posto. Hong Kong e Copenhagen mostrano quanto il burger sia diventato una lingua globale, capace di attraversare continenti, format e modelli di ristorazione. Firenze in classifica per l'ItaliaL’Italia entra in classifica con «Reburger», a Firenze, al numero 27. È l’unico indirizzo italiano nella parte alta della top 101 e compare davanti a locali di città fortissime nella scena burger internazionale, da Parigi a Chicago, da New York a Los Angeles, da Copenhagen a Dublino. Il piazzamento è interessante perché arriva dentro una classifica che guarda alla costruzione del panino, alla qualità degli ingredienti, al servizio, all’atmosfera e alla coerenza del progetto. Per Firenze, e più in generale per la scena italiana, significa entrare in una mappa internazionale in cui il burger viene trattato come prodotto gastronomico degno di nota.