Un referendum per cancellare il voto femminile, e nessuno che si mobiliti. Spetta a una ragazza darsi da fare, cercando di coinvolgere una sua ex professoressa. Il nuovo corto di OffiCine-IED “Facciamo rumore” è ambientato in un mondo non così diverso dal nostro. E ci ricorda che impegnarsi per la collettività è un dovere

di

Cristina Lacava

In un futuro distopico non molto lontano la giovane Stella, un mattino,legge sul cellulare una notizia inquietante:è stato indetto un referendum per abolire il diritto di voto alle donne. Sconvolta, ne parla subito agli amici Carlotta e Marco. Inizia così Facciamo rumore, l’ultimo corto di OffiCine-IED, realizzato in occasione dell’80° anniversario della Repubblica e del riconoscimento del voto alle donne.

I tre ragazzi cercano di farsi venire un’idea per scuotere le coscienze, far capire il rischio che si sta profilando, risvegliare i cittadini da un diffuso intorpidimento. Dunque, che fare: andare in giro con un altoparlante? Invadere Milano di volantini? Non sembra utile, e poi sono solo in tre. Carlotta e Marco decidono allora di esibirsi in un parco come mimi, in una performance che si rivela molto azzeccata: Carlotta vuole infilare in un’urna la sua scheda, mentre Marco glielo impedisce, spostandosi di qua e di là. Qualche passante si ferma, guarda, il messaggio passa. Ed ecco che in mezzo al pubblico Stella riconosce la sua ex professoressa Paola Zanetti (Ida Marinelli) che, da giovane, aveva partecipato a tante battaglie sui diritti civili. La ragazza cerca di coinvolgerla, il figlio (Andrea Bosca), anche lui insegnante, fa da intermediario. Ma la donna sembra che non ne voglia sapere.