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Altro che politica dal basso verso l’alto. La candidatura dell’ex portavoce di Conte, Rocco Casalino, nella sua Ceglie Messapica è solo un “taxi” o meglio uno step necessario per ottenere l’auspicata poltrona da onorevole. Tutti sanno che la sua ultima discesa in campo non è legata all’amore per il paesino in cui è cresciuto, ma è piuttosto un passaggio obbligatorio. Secondo l’ultima regola voluta dal suo ultimo datore di lavoro, ora leader del M5S, per concorrere a elezioni di livello maggiore è indispensabile concorrere a livello locale, prendendo più voti della media della lista in cui ci si è presentati. Ecco perché, pur non essendo stato eletto, avendo ottenuto 246 consensi, ovvero tre volte di più degli altri grillini, la sua decisione potrebbe rivelarsi "sensata" in ottica Montecitorio. Peccato che non sia proprio così. Considerando che parliamo del volto televisivo dei pentastellati, non solo la sua entrata in Consiglio comunale doveva essere pressoché scontata, ma soprattutto "il portavoce" non doveva arrivare dietro a una sconosciuta consigliera d’opposizione. Isabella Vitale non solo gli è davanti, pur non potendo contare sui potenti mezzi dello spin doctor di Giuseppi, ma soprattutto dimostra come esista, sul territorio, una classe dirigente indipendente che vale più del gotha che, un tempo non molto lontano, occupava Chigi. Lo stesso sorpasso al Pd, predicato alla vigilia della campagna elettorale, in Puglia, è solo un lontano miraggio.














