Di: ATS/ludoC L’Unione svizzera dei contadini (USC) ha deciso di lasciare libertà di voto sull’iniziativa dell’UDC “No a una Svizzera da 10 milioni”, sulla quale i cittadini svizzeri si esprimeranno il 14 giugno. Una scelta che riflette una spaccatura reale nel mondo agricolo, tradizionalmente vicino ai democentristi.A spiegare la posizione dell’associazione è Daniel Blättler dell’USC: le “diverse valutazioni del settore agricolo e le diverse posizioni delle varie regioni della Svizzera” hanno portato la maggioranza della Camera Svizzera dell’agricoltura — parlamento e organo direttivo dei contadini — a rinunciare a qualsiasi raccomandazione. Prendere posizione in un senso o nell’altro, ammette Blättler, avrebbe potuto provocare una “spaccatura” interna. Meglio dunque “concentrarsi sulle attività principali”.

Le ragioni di chi è favorevole all’iniziativa riguardano soprattutto la protezione del suolo agricolo. L’USC riconosce che la crescita demografica genera una domanda crescente di spazio per abitare, lavorare e realizzare infrastrutture, con ricadute dirette su terreni coltivabili già fortemente ridotti. A questo si aggiunge un calo costante del grado di autosufficienza alimentare e una dipendenza sempre maggiore dall’estero.