Di: ATS/EnCa I deputati europei seguono con interesse i dibattiti in Svizzera sull’iniziativa dell’UDC “No a una Svizzera da 10 milioni di abitanti”. A loro avviso la sua approvazione il 14 giugno metterebbe a repentaglio le relazioni attualmente positive tra Berna e Bruxelles. “Questa iniziativa è un attacco mascherato alle nostre relazioni”, ha dichiarato Christophe Grudler in un’intervista. La sua adozione invierebbe un segnale politico “molto negativo”. Il deputato francese è relatore permanente del Parlamento europeo per la Svizzera e fa parte del gruppo Renew Europe.Christophe Grudler ritiene che un “sì” all’iniziativa non cambierebbe nulla nelle relazioni sul piano giuridico. Solo quando la popolazione residente in Svizzera raggiungesse i dieci milioni di abitanti il Consiglio federale dovrebbe intervenire. Per questo motivo non si aspetta una “reazione immediata” da parte della Commissione europea in caso di accettazione il 14 giugno.L’iniziativa mira a limitare il numero di residenti in Svizzera a dieci milioni entro il 2050. Il Consiglio federale e il Parlamento dovrebbero adottare misure non appena la popolazione supererà i 9,5 milioni. Come ultima risorsa il governo federale dovrebbe porre fine all’accordo sulla libera circolazione delle persone con l’UE.“Da un punto di vista europeo una cosa è chiara: la libera circolazione delle persone è un elemento centrale della via bilaterale”, ha sostenuto Norbert Lins, eurodeputato tedesco ed esponente cristiano-democratico. Secondo lui la libera circolazione è un “pilastro dell’Europa”.La sua eventuale denuncia “metterebbe fortemente in discussione” la via bilaterale, ha dichiarato il socialdemocratico austriaco Andreas Schieder. Avrebbe “conseguenze di vasta portata” per le relazioni tra l’UE e la Svizzera, che sono state ulteriormente rafforzate dalla recente firma del pacchetto di accordi.Un “sì” al referendum comporterebbe “grandi incertezze” nel processo di ratifica del pacchetto di accordi Bilaterali III, ha affermato la deputata croata Zeljana Zovko, che si è recentemente recata a Berna. Soprattutto in un momento in cui sono necessarie stabilità e cooperazione con partner affidabili, un’approvazione provocherebbe turbolenze “inutili”, secondo lei. Svizzera a 10 milioni, città e campagna diviseTelegiornale 17.05.2026, 12:30La Zovko e Lins hanno entrambi sottolineato che gli Accordi bilaterali III prevedono una clausola di salvaguardia in materia di immigrazione. Ciò consente anche di tenere conto delle specificità svizzere, ha segnalato il tedesco, originario del Baden-Württemberg, che da poco presiede la delegazione del Parlamento europeo per le relazioni con la Svizzera, la Norvegia, l’Islanda e lo Spazio economico europeo (SEE).Interrogata su come reagirebbe a un “sì”, la Commissione europea non ha fornito alcuna risposta. Un portavoce si è limitato a rimandare alle dichiarazioni della presidente della Commissione Ursula von der Leyen del 2 marzo scorso, quando ha firmato il pacchetto di accordi a Bruxelles con il presidente della Confederazione Guy Parmelin.“Siamo convinti che la Svizzera, in quanto partner affidabile, rispetterà i propri impegni internazionali nei confronti dell’Unione europea”, aveva allora dichiarato Ursula von der Leyen. Come i parlamentari, anche lei considera la libera circolazione delle persone un “elemento centrale” delle relazioni.
L’iniziativa “No a una Svizzera da 10 milioni” agita Bruxelles - RSI
L'iniziativa UDC preoccupa Bruxelles: deputati europei temono che un sì il 14 giugno comprometta i rapporti con la Svizzera e la ratifica dei Bilaterali III.











