Tra stabilità e incostituzionalità
Primo mese a 1 €
Ricevi le notifiche su FIRENZE
I promotori ed i relatori del convegno
Firenze, 30 maggio 2026 – La Biblioteca Spadolini di Firenze ha ospitato il convegno promosso da EDHU – European Digital Humanism per la presentazione dell'EU EDHU Act, proposta di un nuovo framework europeo per i diritti nell'era dell'intelligenza artificiale. Titolo dell’incontro "Intelligenza artificiale e umanesimo digitale: verso una nuova architettura dei diritti in Europa", organizzato con il patrocinio della Fondazione I Medici F3 – Friends for Florence e del Movimento Repubblicani Europei. L'evento ha riunito esperti di diritto, innovazione tecnologica e governance digitale per discutere le sfide poste dall'intelligenza artificiale generativa e dagli agenti autonomi nell'attuale quadro normativo europeo. Al centro del dibattito la proposta di un nuovo regolamento europeo, l'EU EDHU Act, che punta a costruire un’architettura dei diritti nell'Era Digitale 2.0, capace di tutelare la persona anche nella sua dimensione digitale e di disciplinare l'azione degli agenti di intelligenza artificiale autonomi. Federico D'Annunzio, imprenditore ed esperto di tecnologie digitali e intelligenza artificiale nonché fondatore del progetto, ha illustrato come l'Unione Europea, pur disponendo del corpus normativo digitale più avanzato al mondo — oltre 17 strumenti normativi dal GDPR all'AI Act — si trovi oggi di fronte a lacune strutturali che nessun atto vigente colma, in particolare negli spazi di convergenza tra intelligenza artificiale autonoma, identità digitale e blockchain. La proposta EDHU si articola su cinque pilastri: il riconoscimento giuridico del "Corpo Esteso Digitale" e dei suoi diritti fondamentali (Habeas Corpus+); lo status giuridico funzionale degli agenti AI autonomi, sempre ancorati a una persona giuridica a guida umana responsabile (Alias Corpus); i limiti etici assoluti a tutela della dignità umana (il Muro Invalicabile); un'infrastruttura tecnologica della verità verificabile basata su blockchain e zero-knowledge proof (il Mosaico Digitale); un framework per un diritto automatizzato più rapido e accessibile. Alessandra Fusi, avvocato ed esperta di diritto dell'innovazione, ha offerto un'analisi del quadro normativo attuale — con particolare riferimento all'AI Act e al GDPR — e un confronto con la normativa italiana, evidenziando le lacune che una legislazione-capstone come l'EDHU Act potrebbe colmare. Simone Aiazzi, avvocato ed esponente del Movimento Repubblicano Europeo, ha contribuito alla riflessione sul piano istituzionale e politico europeo. I lavori sono stati aperti dai saluti di Cosimo Ceccuti, Presidente della Fondazione Spadolini Nuova Antologia, e di Paolo Gacci, Presidente della Fondazione I Medici F3, e moderati dalla giornalista Stefania Valbonesi. EDHU si rivolge a istituzioni europee e nazionali, imprese tecnologiche, accademia e società civile con l'obiettivo di co-progettare, entro un orizzonte di tre-cinque anni, una proposta formale da sottoporre alle istituzioni dell'Unione Europea.















