La Corte di appello di Napoli (sezione lavoro sentenza n. 2703/2026), ribalta la sentenza di primo grado ed accoglie il ricorso di Eav, difesa dal Prof. Marcello d’Aponte: ora il dipendente che era stato reintegrato verrà di nuovo licenziato. «Una sentenza storica che conferma la linea del rigore e della legalità portata avanti negli anni da Eav per la tutela e la dignità della stragrande maggioranza dei lavoratori, che svolgono il proprio lavoro nel rispetto delle regole.Riportiamo letteralmente i passaggi più significativi della sentenza», si legge nel comunicato di Eav in cui viene annunciato il licenziamento definitivo di un dipendente, un “furbetto del cartellino” che beggiava per altri sui colleghi, che in altre circostanze facevano lo stesso. «Per tredici giorni dal 4 giugno al 20 giugno 2024, il dipendente beggiava per altri suoi colleghi e si faceva beggiare dagli stessi in una sorta di scambio di favori. Quindi le condotte improprie erano numerose ogni giorno per tredici giorni. Non vi è agli atti nessuna prova che tali condotte costituissero una prassi aziendale. Nessun documento dell’azienda aveva mai permesso l’uso non personale del badge. Al contrario tale condotta era un’evidente reiterata violazione delle regole aziendali che imponevano l’uso del badge in modo esclusivamente personale per attestare l’inizio e la fine della prestazione lavorativa quotidiana e quindi la presenza sul luogo di lavoro. Inoltre, la condotta era dolosa e falsa poiché attestava una realtà diversa da quella effettiva poiché nel momento in cui veniva effettuata la timbratura meccanica la persona che la effettuava era diversa da quella riportata sul badge», continua la nota dell'Ente Autonomo Volturno.