Gli snodi principali di questo negoziato sono due: Hormuz e l'uranio arricchito. E non è un caso che le fasi dell'accordo si dividono in base a questi due dossier. Tutto inizia con la riapertura dello Stretto per poi passare al programma nucleare iraniano. Nel mezzo, però, si inseriscono una miscela di elementi potenzialmente in grado di paralizzare le trattative.
Per quanto riguarda Hormuz, sembra esserci almeno un'intesa sulla libertà di navigazione. Donald Trump ha chiesto l'immediata riapertura dello Stretto e la rimozione delle mine navali mentre ha annunciato la fine del blocco ai porti iraniani. Tuttavia, esistono ancora dei punti interrogativi. Il primo è quello delle mine. Se infatti la Marina iraniana è stata "annientata", come ha spiegato Trump, Teheran non avrebbe le capacità per individuare e poi rimuovere gli ordigni. Le forze Usa non hanno unità sufficienti nell'area e per questo hanno chiesto un intervento dell'Europa e dei Paesi asiatici. E in questa situazione di incertezza, Teheran è stata chiara: Hormuz deve rimanere sotto controllo iraniano. Ebrahim Rezaei, portavoce della commissione per la Sicurezza nazionale e la politica estera, ha ribadito che l'autorità sullo stretto «è consolidata a livello mondiale». Mentre il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi, ha parlato con il suo omologo omanita Badr Albusaidi riguardo alla futura gestione del passaggio. Teheran, quindi, non fa marcia indietro. Come non sembra farne sul nucleare. L'idea di Trump di rimuovere l'uranio arricchito e di distruggerlo non piace alla leadership iraniana. Ebrahim Azizi, presidente della commissione Sicurezza nazionale e politica estera del Parlamento iraniano, ha chiarito che l'uranio non sarà spostato in Stati terzi. Non è esclusa del tutto l'ipotesi Cina, visto che ieri Trump ha ribadito che è l'unico Paese insieme agli Usa ad avere le capacità per eliminare quel combustibile. Il direttore dell'Aiea, Rafael Grossi, ha spiegato che anche il Kazakistan si è offerto di ospitare le scorte. Rimuoverle con la forza, quindi con un blitz delle forze speciali americane, sarebbe la fine del cessate il fuoco e il ritorno alla guerra. Ma quei 440 chilogrammi di uranio altamente arricchito rappresentano solo uno dei problemi da risolvere. Trump e Benjamin Netanyahu vogliono la fine di qualsiasi capacità iraniana di produrre una bomba atomica. Richiesta che però potrebbe consistere nello smantellamento di tutto il programma. La Repubblica islamica non vuole rinunciare in alcun modo al diritto al nucleare civile. E Teheran riterrebbe una concessione su questo punto come una sconfitta. I "falchi" già premono sui negoziatori. E non è un caso che ieri siano arrivate smentite su discussioni legate al nucleare. Discussioni che però vertono anche su altri dossier non meno importanti per la regione e per l'Iran. LE DISCUSSIONI A Teheran, infatti, si cerca di capire come ottenere ossigeno per le proprie casse. La Repubblica islamica pretende lo sblocco immediato dei beni congelati all'estero. Mentre sul tema, gli Usa propongono misure graduali e legate agli impegni rispettati da Teheran. Lo stesso vale per le sanzioni internazionali, che Washington non vuole rimuovere se non con un percorso graduale e non universale. Mentre il New York Times ha rivelato l'aggiunta di un nuovo elemento rispetto alle ultime discussione: un fondo di investimento per l'Iran. LE MILIZIE Infine, resta il nodo della guerra in Libano. Netanyahu ha fatto capire di volere aumentare la pressione militare su Hezbollah a ridosso del fiume Litani, mentre Teheran chiede che la tregua nel Golfo sia estesa anche al Paese dei cedri. Lo stop al conflitto però deve coincidere, nell'idea di "Bibi", con un'assicurazione legata alla «messa in sicurezza» di tutto il sud del Libano. E questo tema si lega inevitabilmente anche alla gestione delle altre milizie filoiraniane in tutto il Medio Oriente. Dagli Houthi alle milizie irachene fino anche ai legami con Hamas, Israele e Iran si sfidano in una guerra su "sette fronti". E questo complica non poco gli equilibri in tutto il quadrante.













