di

Marco Calabresi

Il paraguaiano, furioso dopo la sconfitta con il giovanissimo Kouamé, se la prende anche con il pubblico francese: «Era davvero fuori luogo»

«Questo tipo di partita aveva bisogno di un uomo ad arbitrarla». Il paraguaiano Adolfo Daniel Vallejo è uscito sconfitto da una maratona contro l'astro nascente del tennis mondiale, il classe 2009 Moise Kouamé, ovviamente trascinato dal pubblico di casa. L'uscita dal Roland Garros di Vallejo si è però trascinata una coda polemica verso la giudice di sedia, la brasiliana Ana Carvalho, con il paraguaiano che si è lamentato dell'eccessivo tempo che Kouamé si sarebbe preso tra un punto e l'altro. Parlando a «Clay» (una piattaforma che unisce intelligenza artificiale e automazione), Vallejo è sbottato: «Questo tipo di incontri deve essere arbitrato da un uomo, è molto difficile per una donna farlo — le sue parole —. Deve essere arbitrato da un uomo perché il pubblico è molto esigente e ci vuole molta forza per andare controcorrente».

Vallejo ne ha anche per il pubblico: «La folla era davvero fuori luogo, ma capisco che stessero sostenendo il loro connazionale. È un pubblico piuttosto intenso ed è per questo che ero preparato. Sapevo già che sarebbe andata così e, a dire il vero, non mi ha danneggiato, anzi, ha rafforzato lui. Credo che Kouamé abbia perso molto tempo in diverse occasioni, stando sdraiato a terra o temporeggiando. E non è normale che il pubblico urli per un minuto intero senza che succeda nulla. In una partita in cui l'aspetto fisico è così importante, se dai a un giocatore molto tempo, è ovvio che ne approfitterà». Ora rischia una pesante multa che potrebbe assommare a tutti i 130mila euro vinti raggiungendo il secondo turno del Roland Garros.