di
Cesare Giuzzi
Delitto di Garlasco, l'annuncio dell'avvocato Liborio Cataliotti durante la trasmissione tv Quarto Grado. Lo psichiatra procederà comunque alla sua analisi ma lo farà soltanto sugli scritti, i documenti e i post social
L’annuncio arriva in diretta televisiva dallo studio di Quarto grado. Dopo una giornata di monastico silenzio e dribbling ai giornalisti, l’avvocato Liborio Cataliotti sceglie la trasmissione di Gianluigi Nuzzi — la stessa che per prima intervistò Andrea Sempio nel 2017 — per annunciare che non presteranno il consenso alla partecipazione del loro cliente alla consulenza psichiatrica della Procura di Pavia. Sempio, quindi, non sarà «esaminato» dallo psichiatra Roberto Catanesi, ordinario dell’Università di Bari e uno dei più autorevoli esperti nell’ambito forense, scelto dai magistrati diretti da Fabio Napoleone come consulente. Lo psichiatra procederà comunque alla sua analisi ma lo farà soltanto sugli scritti, i documenti e i post social (soprattutto sul Gruppo della seduzione) sequestrati dai carabinieri del Nucleo investigativo di Milano.
L’assenza dell’esame dell’indagato, che per legge può rifiutarsi di sottoporsi alla consulenza di parte, non cambia i piani della Procura. Anzi è possibile quindi che porti, o prima in sede di incidente probatorio (qualora venisse richiesto da pm o avvocati) o quasi certamente in caso di (eventuale) rinvio a giudizio, alla strada di una perizia psichiatrica «terza» ordinata dal giudice. Si vedrà. Nel frattempo la decisione dei legali del 38enne, benché prevedibile, apre nuove polemiche con i magistrati che indagano per omicidio aggravato da crudeltà e futili motivi: «Ci mancherebbe solo che andasse, proprio per il fatto che contestiamo la tempistica — ha spiegato l’avvocato Liborio Cataliotti —. Perché noi crediamo che l’accertamento dei fatti e le prove dei fatti debbano presiedere a una valutazione personologica, a maggior ragione se riguarda eventuali ipotesi di patologie che potrebbero essere sbandierate all’opinione pubblica senza una responsabilità per il fatto. Prima il fatto e poi tutte le valutazioni del caso».










