Modena torna al centro del dibattito internazionale sull’automotive e sulla mobilità del futuro. Con il Teatro Storchi sold out per la tradizionale conferenza inaugurale, si è aperta ufficialmente l’ottava edizione del Motor Valley Fest, la manifestazione che fino al 31 maggio riunisce nella capitale emiliana dell’auto i grandi marchi della Motor Valley, manager, istituzioni, startup e mondo accademico. Il tema scelto per il 2026 – “Global Trends, New Frontiers and Human Responsibility” – ha segnato subito il tono dell’evento: non soltanto innovazione tecnologica, elettrificazione e intelligenza artificiale, ma anche il rapporto tra progresso, competenze umane e sovranità industriale europea. Ad aprire la mattinata sono stati i saluti istituzionali del presidente della Regione Emilia-Romagna Michele De Pascale, del vicepresidente Vincenzo Colla e del presidente del Centro Studi Tagliacarne Giuseppe Molinari. Nel corso del convegno è stata letta anche una lettera del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, che ha definito il Motor Valley Fest “un’occasione preziosa” per discutere il futuro di una filiera strategica per l’economia italiana ed europea. Nel messaggio del ministro emerge con forza il tema del ruolo umano nell’era dell’intelligenza artificiale: “In uno scenario popolato da agenti intelligenti, il ruolo umano non deve ridursi ma valorizzarsi”, ha scritto Urso, sottolineando la necessità di governare le nuove tecnologie senza esserne subalterni. L’auto premium cambia pelle La conferenza è poi entrata nel vivo con i keynote speech di McKinsey & Company, Zoox – la società di robotaxi autonomi controllata da Amazon –, Generative Bionics e padre Paolo Benanti, tra le voci più autorevoli italiane sui temi dell’intelligenza artificiale e dell’etica tecnologica. Secondo Gemma D’Auria e Jan-Christoph Köstring di McKinsey, il lusso automobilistico sta vivendo una fase di profonda trasformazione: i grandi marchi stanno ricalibrando le strategie sull’elettrico, mentre cresce il peso dell’intelligenza artificiale nelle fasi di scelta, configurazione e acquisto delle vetture. Un cambiamento che riguarda soprattutto le nuove generazioni e ridefinisce il concetto stesso di esperienza premium. Dal fronte della mobilità autonoma, Bruce Baumgartner, vice president Supply Chain, Quality & Reliability di Zoox, ha evidenziato la collaborazione con la modenese CPC per la realizzazione dei telai in fibra di carbonio dei robotaxi elettrici sviluppati dall’azienda americana. Una partnership che conferma il ruolo strategico del know-how emiliano-romagnolo anche nelle tecnologie più avanzate della mobilità del futuro. La sfida europea sull’intelligenza artificiale Più radicale la riflessione proposta da Daniele Pucci, ceo di Generative Bionics, che ha definito la robotica umanoide “una infrastruttura strategica” nell’era dell’IA. Di fronte all’invecchiamento della popolazione e alla carenza di personale in settori chiave come sanità e logistica, Pucci ha invitato l’Europa a investire in tecnologie dirompenti per evitare nuove dipendenze industriali da Stati Uniti e Cina. A chiudere il ciclo dei keynote è stato padre Paolo Benanti, che ha introdotto il concetto di “software defined reality”. Secondo il professore della Luiss e commissario AI della Presidenza del Consiglio, il passaggio da oggetti posseduti a sistemi governati tramite licenze e software rischia di ridurre progressivamente il controllo degli utenti e degli stessi Stati. Una questione che, nel caso dell’intelligenza artificiale, assume una valenza geopolitica oltre che economica. Le voci della Motor Valley Al centro della giornata anche la round table “Voices of the Motor Valley”, che ha riunito sul palco i vertici di Dallara, Ducati, Ferrari, Lamborghini, Maserati e Pagani. Un confronto che ha toccato i temi del software-defined vehicle, della guida autonoma, dell’elettrificazione e della manifattura avanzata, ma soprattutto il valore del fare sistema. Andrea Pontremoli, ceo di Dallara e presidente della Motor Valley Association, ha invitato il distretto a evolvere “da ego sistema a ecosistema”, puntando su turismo esperienziale, formazione, ricerca condivisa e sviluppo di startup. Claudio Domenicali, ceo Ducati, ha ribadito l’unicità del distretto emiliano per capacità innovativa e collaborazione tra imprese, istituzioni e università. Stephan Winkelmann, chairman e ceo di Lamborghini, ha sottolineato l’importanza del Motor Valley Fest come strumento di attrazione internazionale per talenti e investitori, mentre Santo Ficili, ceo Alfa Romeo e Maserati coo, ha rilanciato il legame storico tra Maserati e Modena attraverso il ritorno della produzione di GranTurismo e GranCabrio nello stabilimento di viale Ciro Menotti. Molto centrato sul valore umano anche l’intervento di Horacio Pagani, che ha ricordato come tecnologia e innovazione debbano restare “al servizio dell’uomo, dell’artigianalità e dell’emozione”. Una visione condivisa da Benedetto Vigna, ceo Ferrari, secondo cui la forza della Motor Valley nasce dalla capacità di trasformare il talento in risultati concreti grazie alla collaborazione tra imprese, università e filiera. “Serve una sovranità industriale europea” Nel finale è intervenuto anche il presidente di Confindustria Emanuele Orsini, che ha chiesto un piano nazionale sull’intelligenza artificiale e criticato l’approccio europeo all’automotive: “L’Europa deve smettere di fare l’arbitro tra Usa e Cina e tornare protagonista”, ha detto, richiamando il tema della sovranità industriale. A chiudere la conferenza il sindaco di Modena Massimo Mezzetti, che ha definito la Motor Valley “prima di tutto una comunità produttiva”, sottolineando come a competere oggi non siano più le singole aziende ma i territori nel loro insieme.