La corsa a registrare gli immobili prima che scatti il nuovo blocco agli affitti brevi nelle aree extra centro è già partita. Ma più che una procedura online sembra un percorso a ostacoli fatto di siti che si bloccano, informazioni frammentarie, telefoni che squillano a vuoto e tecnici sommersi di richieste.
Sullo sfondo c’è la nuova delibera del Comune di Firenze che allargherà lo stop alle nuove locazioni turistiche anche fuori dal centro storico Unesco, interessando circa 500 strade.
Il provvedimento diventerà operativo dopo il consiglio comunale del 4 giugno, ma per due settimane i portali resteranno aperti consentendo ancora di presentare le richieste. Una finestra strettissima che ha mandato in tilt tanti fiorentini.
Abbiamo provato a metterci nei panni di un cittadino qualsiasi intenzionato a registrare il proprio appartamento. Il primo passo è cercare di capire cosa serva davvero. Dopo aver letto le informazioni sul sito del Comune, chiesto chiarimenti a Google e navigato tra pagine e link diversi, emerge che per registrare una locazione turistica a Firenze è necessario richiedere un’autorizzazione quinquennale al Comune.
Poi bisogna ottenere il Codice identificativo nazionale, il famoso CIN, registrarsi sulla piattaforma regionale della Toscana e adempiere agli obblighi relativi a pubblica sicurezza e imposta di soggiorno. Tutto apparentemente lineare, almeno sulla carta. Perché quando si clicca sul link per presentare la domanda iniziano i problemi.











