«... noi non lo sposteremo mai come tua madre pensa di aver fatto in passato fra Svizzera e Lussemburgo perché è, non ho mai visto nulla del genere in vita mia, nella mia carriera...». Il 13 ottobre 2025 Luca Tamburello ha una lunga conversazione con un funzionario bancario del Principato di Monaco. Che però è molto dubbioso su questa operazione.
L’argomento è “da film”. La madre vuole spostare per “motivi sentimentali” 12 chili e 163 once d’oro, custoditi alla Bemo Bank del Lussemburgo e del valore superiore ai due milioni di euro, in un istituto di credito del Principato o della Svizzera. Il ripetuto riferimento a ragioni sentimentali che avrebbero legato la Bruno al mantenimento dell’oro nella sua attuale consistenza - scrive la gip Consiglio nella sua ordinanza -, non trova altra giustificazione se non nei legami con Tamburello Giacomo e alla riconducibilità a lui dei beni in questione
Dal colloquio in questione risulta, altresì - prosegue la gip -, come Tamburello Luca si rapportasse direttamente con il funzionario bancario di Monaco nel tentativo di individuare la modalità più conveniente e meno esposta a controlli... il tono dell’interlocuzione, la varietà delle opzioni prospettate e la consapevolezza dei costi e delle implicazioni di sicurezza evidenziavano che il trasferimento non rispondeva a una semplice esigenza operativa, ma si inseriva in un processo più ampio di riorganizzazione del patrimonio familiare all’interno di giurisdizioni selezionate per la loro riservatezza bancaria. La reazione del dipendente bancario, che manifestava stupore di fronte al precedente trasferimento fisico di 12 kg di oro - definito come una circostanza “da film” -, suggeriva come la Bruno potesse aver adottato nel passato modalità di movimentazione atipiche e potenzialmente opache.










