Tra stabilità e incostituzionalità

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L’addio in duomo. Al centro Cosimo e Chiara Moradei, il sindaco Biffoni Foto Attalmi

Davvero commosso e partecipato ieri pomeriggio in cattedrale l’ultimo saluto a Guido Moradei, il dottore gentiluomo che è stato a lungo presidente dell’Ordine dei medici e per più di vent’anni il presidente della Camerata, con l’abbraccio della città ai figli Cosimo e Chiara. E’ stata la musica ad accompagnare il funerale dall’inizio alla fine: da Mozart a Bach, i professori dell’orchestra con il cuore pieno di affetto e di riconoscenza hanno scandito i momenti della celebrazione. "Sarai sempre presente in ogni nota che suoneremo", come ha detto il direttore artistico della Camerata, Alberto Batisti. L’eredità di Moradei è grande e preziosa, come hanno sottolineato tutti durante la cerimonia. A cominciare da don Nedo Mannucci nell’omelia, che ha ricordato gli inizi della loro amicizia, nata tanti anni fa nella parrocchia di San Giuseppe, quando insieme organizzarono il primo concerto in chiesa "con i cuori lieti, perché era un’iniziativa che veniva dall’impeto del cuore". Di Guido ha evidenziato le grandi doti umane e l’importanza del suo ruolo nella diffusione della bellezza della musica fra i ragazzi, con i progetti di educazione all’ascolto che in questi anni hanno formato migliaia e migliaia di studenti pratesi. Molto sentito anche il saluto del sindaco Matteo Biffoni, proclamato ufficialmente poche ore prima. "Ho avuto la fortuna di incontrare Guido tante volte – ha detto –, per la Camerata, che per lui era come come la terza figliola, e come presidente dei medici, soprattutto nel periodo della pandemia, durante il quale con la sua quasi serafica tranquillità e la sua competenza è stato un punto di riferimento per tutti noi. Come tutti avrà avuto anche lui dei difetti, ma in questi anni io proprio non li ho visti. Si è preso carico e cura della città, come aveva fatto il suo amico Luigi (Biancalani, ndr). Un galantuomo, con un garbo e una gentilezza sempre più rari". Commosse le parole del presidente dell’Ordine dei medici Alessandro Benelli. "Una guida per tutti noi, un uomo retto e di grande valore, che ha tanto sofferto e di cui porterò nel cuore gli ultimi abbracci", ha concluso con la voce rotta dall’emozione. Poi la Camerata, con le parole del direttore musiciale Jonathan Webb e dell’orchestra lette dalla soprintendente Barbara Boganini. "Una guida insostituibile e gentile, che ha difeso i valori della musica. La musica che nasce dal silenzio e che continuerà". E quelle di Alberto Batisti: "Eri un uomo giusto, di scarse parole, ma sapevi pronunciare sempre quelle necessarie. Vibravi di musica. Ti sei preso cura delle persone e della Camerata, perché anche la salute delle anime è importante come quella del corpo. Musicista e medico, hai combattuto sempre con tenacia e compostezza. Adesso sei diventato musica. Sarai sempre presente in ogni nota che suoneremo".