HomeLa SpeziaCronacaIl contractor ucciso: "Non tornerò più a casa. Qui vedo solo l’orrore"Parla il padre del giovane spezzino morto in Ucraina nell’area occupata dai russi "E’ caduto sotto il fuoco di un drone mentre cercava di raggiungere i compagni. Ma non era un mercenario: era partito a dicembre per fare addestramento".Alex Pineschi in tenuta da combattimento. Nella foto piccola: Alex con il padreRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguicidi Ilaria Vallerini
"Alex è tornato indietro perché non vedeva arrivare i suoi compagni, così ha superato la red line per raggiungerli. Sono morti tutti sotto il fuoco di un drone".
A parlare è Andrea Pineschi, padre del contractor spezzino morto sul fronte del Donbass (Ucraina) sabato 23 maggio. In passato era stato il primo italiano a combattere come volontario in Iraq al fianco dei Peshmerga curdi contro l’Isis. Andrea è un padre distrutto, che ha perso il suo unico figlio, ciò che di più caro gli era rimasto dopo la scomparsa della moglie. Pineschi ripete come un mantra che "Alex non era un mercenario: non era andato in Ucraina per soldi, anche perché avrebbe potuto vivere degli introiti del poligono a Pavia, dei libri che aveva pubblicato e delle sue rendite. Io ero preoccupatissimo e lo pregavo di tornare – racconta –, ma i suoi ideali erano così saldi che lo hanno spinto a non abbandonare quel teatro di guerra".










