CITTA’ DI CASTELLO – Per il comitato dei genitori quella del Tribunale Amministrativo Regionale non è solo una sentenza legale, "è la vittoria di una comunità che ha riscoperto la propria identità e la forza della partecipazione democratica". Le famiglie del territorio, unite in un Coordinamento spontaneo, hanno saputo opporsi con fermezza a "una decisione calata dall’alto e priva di senso logico", intervenendo ad adiuvandum a fianco del Comune. Dall’indignazione all’impegno in prima linea: "Ci siamo incontrati, abbiamo studiato gli atti giorno e riportato un dibattito inizialmente politico su un piano tecnico e concreto, abbiamo manifestato", dichiarano i rappresentanti dei genitori che ringraziano l’avvocato Alessio Tomassucci, parte integrante del lavoro. "Laddove la burocrazia statale vedeva soltanto numeri, capitoli di spesa e freddi parametri legati al Pnrr, la comunità di Città di Castello ha saputo contrapporre un immenso valore umano e professionale. In questi mesi noi genitori non ci siamo limitati a protestare, ma abbiamo investito tempo, competenze ed energie", aggiungono in una nota. Anche le sigle sindacali Cgil Cisl e Uil scuola esprimono soddisfazione per la storica sentenza che convalida in pieno le tesi e le preoccupazioni sollevate fin dall’inizio da più parti. "La scuola non può essere trattata come un mero esercizio di ragioneria numerica o di freddi tagli lineari legati ai parametri demografici. La qualità della didattica, la sicurezza degli edifici e il rispetto dei lavoratori sono e rimarranno sempre fari insostituibili", scrivono in una nota i segretari Moira Rosi, Caterina Corsaro e Loretta D’Aprile. Numerose le prese di posizione a livello politico in città sulla sentenza dato che, nel tempo, la posizione assunta da comune e comitato dei genitori era stata condivisa da più parti.