Il maestoso platano a fianco della Villa Reale, verso il laghetto, ucciso dal cancro colorato. Un altro degli alberi secolari dei Giardini Reali perso dopo il gruppo di tre faggi rossi poco distanti, morti qualche anno fa, oppure una delle due grandi querce del pratone spezzata nell’estate 2023. E poi oltre 10mila alberi abbattuti in soli 4 giorni dalle tempeste anomale del 2023, la moria di faggi, carpini e olmi causata dalla siccità del 2021-2022, le infestazioni di parassiti o patogeni. I danni maggiori subiti dal Parco di Monza restano quelli causati da eventi naturali, non per questo però va sottovalutato l’impatto dei frequentatori: 5 milioni di ingressi all’anno, con punte di oltre 50mila presenze al giorno nei weekend di bel tempo o durante i grandi eventi. "Il Parco è grande abbastanza per sopportare anche le affluenze significative – spiega l’agronomo Dante Spinelli -. I Giardini Reali sono un po’ più vulnerabili e anche per questo andrebbero seguite meglio le regole". La resistenza del parco tiene se i fenomeni di stress sono sporadici: i grandi eventi hanno lasciato il segno ma sono stati recuperati, dalla messa di Papa Francesco nel 2017 con quasi 1 milione di persone ai maxi concerti estivi alla Gerascia. Il parco ha oltre 200 anni ma alcune delle calamità più dure le ha affrontate di recente. Tra il 2021 e il 2022 si sono registrati 17 mesi di siccità, con appena 40 millimetri di pioggia al mese contro una media di 100.