MOGLIANO (TREVISO) - Continuano senza pausa le ricerche della banda che mercoledì sera verso le 20 si è introdotta nella villetta di due anziani in via Bianchi a Zerman. Il sospetto è che si tratti dello stesso gruppo che, nel giro di un mese e mezzo, ha colpito altre due volte nella Marca. Mercoledì sera hanno fatto irruzione in quattro, col volto travisato da un cappuccio e armati con due pistole, cercavano denaro e preziosi. Hanno minacciato i due anziani, lui di 86 anni e lei di 83, e quando hanno capito che in casa non c'era niente di valore hanno strappato la collanina d'oro portata dalla donna. Poi hanno preso i telefonini della coppia per impedirgli di dare l'allarme in tempi brevi, gettandoli in un campo vicino dove sono stati stati trovati la mattina dopo, e sono fuggiti a bordo di un'auto lasciata poco lontano.

Un blitz condotto con determinazione, con tanti punti in comune con la rapina messa a segno a metà maggio a Treviso, località Selvana. Anche in questo caso dei banditi, tre ma sempre armati di pistola, sono entrati in una villetta abitata da una coppia di anziani alla ricerca della cassaforte. In quell'occasione però sapevano benissimo cosa cercare. Sono poi fuggiti con ori per un bottino di varie migliaia di euro. E il 21 aprile scorso un'altra rapina era stata messa a segno con modalità analoghe a San Zenone. Le indagini Gli investigatori non escludono nulla. E la pista della banda che sta prendendo di mira vari obiettivi nella Marca è caldissima. Troppe le analogie per scartare l'ipotesi che a colpire non siano sempre le stesse persone. In queste ore i carabinieri stanno esaminando ore e ore di video ripresi dalle telecamere della videosorveglianza pubblica e privata; stanno controllando tutti gli indizi e gli elementi raccolti fino a oggi per trovare eventuali legami e somiglianze tra i vari colpi. Un lavoro certosino ma fatto con cura, con l'obiettivo di mettere fine a una serie di assalti che ha alzato la tensione.La protesta Il colpo di Mogliano solleva anche tante reazioni a livello politico. Carlo Albanese, segretario locale della Lega, evidenzia che un problema c'è: «Episodi come questo colpiscono le persone più vulnerabili della nostra comunità e non possono essere minimizzati né tollerati - sottolinea - confidiamo che le forze dell'ordine riescano in tempi brevi a identificare e arrestare i quattro responsabili. In questo senso il sistema di videosorveglianza sul territorio potrà rivelarsi determinante, uno strumento che la Lega ha da sempre sostenuto come presidio fondamentale per la sicurezza dei cittadini. Sul piano legislativo, riteniamo che i crimini commessi ai danni di persone anziane, sole o in condizioni di particolare vulnerabilità meritino un quadro normativo più severo e specifico. Invitiamo pertanto il Governo e il Ministro Nordio a valutare, nell'ambito del Decreto Sicurezza, l'introduzione di aggravanti significative per furti, rapine e aggressioni che abbiano come vittime soggetti vulnerabili. Ci aspettiamo inoltre che le istituzioni locali si facciano carico, con gesti concreti, di trasmettere la vicinanza dell'intera cittadinanza a chi ha subito questo trauma».