MOGLIANO (TREVISO) - Serata da incubo in via Bianchi a Mogliano. Ieri verso le 21,30 quattro persone, due col volto travisato armati di pistola, si sono introdotte nella villetta dove risiede una coppia di anziani marito e moglie, lui 86 anni e lei 83enne. Dopo aver scavalcato la recinzione si sono avvicinati alla porta d’ingresso probabilmente facendosi aprire con l’inganno. Una volta all’interno dell’abitazione, i quattro hanno puntato le armi verso la coppia a quel punto terrorizzata. Li hanno minacciati facendoli sedere sul divano: cercavano soldi e preziosi. La ricostruzione di quanto accaduto è frammentaria: uno dei rapinatori si è però avvicinato all’anziana strappandole la catenina d’oro dal collo. Poi qualcosa deve averli spaventati facendoli fuggire.
La coppia ha avuto giusto il tempo per riprendersi dallo choc e poi ha avvisato i carabinieri. L’intervento delle pattuglie è stato immediato. Per sicurezza sul posto è arrivata anche un’ambulanza. Ma, al di là del fortissimo spavento, nessuno dei due anziani ha subito particolari conseguenze. L’uomo è però stato portato al Pronto Soccorso per i controlli di rito, quanto mai opportuni dopo un episodio del genere.L’operazione La ricerca della banda è iniziata subito. I carabinieri arrivati sul posto hanno raccolto la prima sommaria descrizione sentendo, con tutte le accortezze del caso, le due anziane vittime. Ma l’unico dettaglio emerso è che i quattro hanno parlato in italiano senza particolari accenti. Erano armati con almeno due pistole, particolare che ha maggiormente preoccupato i militari. È quindi scattata la caccia all’uomo in tutta la provincia. Molto probabilmente i quattro si sono prima allontanati a piedi per poi raggiungere un’auto nascosta nei paraggi con cui sono fuggiti.Il precedente È la seconda rapina in casa in meno di mese accaduta nel trevigiano. La notte tra l’8 e il 9 maggio scorso un altro commando, formato da tre persone, aveva fatto irruzione nella villetta della famiglia Colombo in via degli Alpini a Selvana. Cercavano la cassaforte di cui sapevano dell’esistenza e anche la collocazione. A finire in balia dei banditi tre persone: Ezio, 80 anni, ex imprenditore, la moglie Priscilla Mazzoli, 71 anni, e la figlia Olimpia, 33. Hanno colpito con grande fermezza e violenza. La prima a trovarseli davanti all'improvviso è stata Priscilla che, in quel momento - verso mezzanotte e mezza - stava lavando i piatti. L'anziana ha tentato di fuggire, rovesciando contro di loro anche una sedia, ma è stata immobilizzata e minacciata. La figlia, che in quel momento stava arrivando a casa, ha anche provato a reagire dando un morso a uno degli aggressori poi tutti e tre sono stati bloccati e sotto la minaccia delle armi hanno dovuto cedere alle richieste dei banditi. I tre hanno svuotato la cassaforte e poi sono fuggiti a bordo di un’Audi nera. Molto probabilmente si è trattato di una banda di trasfertisti che è andata a colpo sicuro dimostrando di aver preparato a fondo la rapina.






