La Spezia, 30 maggio 2026 – “Mi raccomando, lo scriva: mio figlio Alex non era un mercenario, non lo faceva per soldi anche perché avrebbe potuto vivere degli introiti del poligono a Pavia, dei libri che aveva pubblicato e delle sue rendite. Io ero preoccupatissimo e lo pregavo di tornare, ma i suoi ideali erano così saldi che lo hanno spinto a non abbandonare il teatro di guerra in Ucraina”. In località Fornola, sulla sponda destra del Magra, alla prima curva all’uscita del raccordo spezzino, troviamo dietro al banco di un negozio di elettronica, Andrea Pineschi, padre del contractor morto in Ucraina, Alex Pineschi. Nel 2015 era stato il primo italiano a partire volontario in Iraq per combattere contro l’Isis al fianco dei Peshmerga curdi. Papà Andrea, anni fa era rimasto vedevo e Alex era l’unico che gli era rimasto. Primo italiano a partire volontario in Iraq per contrastare l’Isis, si chiamava Alex Pineschi

Quando era partito suo figlio per l’Ucraina?

“A dicembre del 2025, Alex è partito per condurre un addestramento del personale destinato al fronte ucraino in un Paese dell’Est Europa confinante con il teatro di guerra. Ovviamente, per motivi di sicurezza, non poteva condividere con nessuno, neanche con i propri cari, informazioni sensibili come la geolocalizzazione oppure dettagli riguardanti le operazioni svolte. Poi verso i primi di febbraio ho ricevuto la sua prima chiamata ’Papà – mi disse – mi sono fermato qua’. ’Qua dove?’ mi venne da chiedergli d’impulso. Alex era già in Ucraina. Aveva seguito il gruppo e aveva iniziato a formare i soldati direttamente sul campo, in Donbass”.