«La musica dal vivo è in un momento positivo: dopo la pandemia è partita una fase espansiva, un boom che dai dati vale circa un miliardo di euro l'anno solo di biglietti, e ha necessità di andare a regime dal punto di vista economico perché è depotenziata rispetto ad altri comparti, penso ad esempio al cinema che ha il tax credit». A parlare è Vincenzo Bellini, pugliese, fondatore di Bass Culture e confermato tra i componenti del Consiglio Direttivo di Assomusica (presidente Carlo Parodi), il principale organismo di rappresentanza dei produttori e degli organizzatori di spettacoli dal vivo in Italia. La sua presenza nel board conferma il ruolo di un’esperienza imprenditoriale nata in Puglia e oggi pienamente inserita nel panorama nazionale del live entertainment con il Locus Festival e non solo. Bellini, anche presidente del Distretto Produttivo Puglia Creativa, ha risposto a qualche domanda della Gazzetta per sondare lo stato di salute del comparto live, sempre più strettamente legato alla valorizzazione del territorio e chiamato ad affrontare sfide tra sostenibilità, logistica e dialogo con le istituzioni.
Partiamo dal piano nazionale, su quali obiettivi Assomusica si concentrerà?«Sicuramente i numeri oggi sono favorevoli, ma per esempio c'è un importante tema legato a location e infrastrutture: spesso si utilizzano edifici nati per lo sport che vengono convertiti per gli spettacoli, oppure piazze e scorci urbani adattati ad arene estive. I piani urbanistici delle città quasi mai prevedono strutture dedicate, così la musica finisce spesso in frizione con i residenti di alcuni quartieri, pensiamo a chi la confonde con la “movida maldestra”. E poi declinare la musica nei territori: non solo grandi eventi da stadio, ma un pluralismo capillare, perché le città hanno la loro forza, ma la musica diventa anche elemento di rigenerazione delle aree periferiche e dei piccoli borghi, per costruire attrattività turistica e quindi ricaduta economica».







