Nel largo fronte del no all’utilizzo dei fondi di coesione per la crisi energetica, proposto dal commissario Ue Raffaele Fitto di Fdi, a sorpresa arrivano anche i governatori leghisti del Nord, il lombardo Attilio Fontana e il veneto Alberto Stefani. E anche il senatore della Lega Claudio Borghi, che definisce l’ipotesi «una sciagura». «Noi ovviamente siamo contrari», dice Fontana. «Quei fondi servono per una finalità ben precisa, lo sviluppo economico e la formazione. Sono attività che se non possono essere finanziate creerebbero problemi in altri comparti».

SULLA STESSA LINEA Stefani: «La programmazione territoriale già definita dalle Regioni non va toccata. Questo strumento finanziario nasce per ridurre i divari territoriali e rafforzare lo sviluppo regionale: è fondamentale che mantenga questa funzione, anche per il prossimo settennato. Ogni eventuale riprogrammazione deve quindi avvenire salvaguardando il ruolo delle Regioni e senza compromettere opere e progettualità già programmate».

LA LEGA DUNQUE INSISTE sulla richiesta all’Ue di scostamento di bilancio: «Le regioni hanno i loro motivi per lamentarsi rispetto a una sottrazione di fondi che le spettano. La Lega chiede uno scostamento di bilancio per poter dare immediatamente dei fondi per riuscire a sostenere questo momento molto difficile per l’energia per il nostro Paese». Anche Letizia Moratti di Fi è contraria: «Utilizzare i fondi di coesione come strumento ordinario per affrontare crisi contingenti rischia di compromettere investimenti strategici già programmati nei territori».